Ambiente

Il prof Ruggieri (Insubria) for future: “Per la scienza la crisi climatica è un fatto. Dal 1997”

Per Gianluca Ruggieri, ricercatore impiegato nel settore di Fisica Tecnica Ambientale del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Università dell’Insubria, il merito di Fridays for Future, tanto del movimento globale quanto delle sezioni locali, è aver riportato con forza il tema della crisi climatica non solo nel dibattito pubblico ma soprattutto nelle agende politiche.

“Da studente prima e da accademico dopo ho vissuto tutto l’emergere del tema con la conferenza di Rio nel 1992 e la ratifica del protocollo di Kyoto nel 1997 – spiega Ruggieri – nella comunità scientifica ormai è un argomento conclamato mentre tra la popolazione generale, prima di Fridays for Future poteva essere un argomento di nicchia. Ora non lo è più. Anche a livello politico, l’Unione Europea ha rinnovato il proprio sforzo contro il cambiamento climatico dopo anni di relativa inattività ”.

Ruggeri ha avuto numerosi contatti con i comitati organizzativi di Fridays for Future a Milano, Varese e, non ultimo, Como, partecipando al ciclo di conferenze, a margine della seconda marcia per il clima, lo scorso maggio.

“I ragazzi di Como hanno organizzato iniziative di alto livello, con ospiti provenienti da Confindustria e operatori del mondo dell’economia solidale. A Como, come in altre città, il ruolo che questi ragazzi hanno scelto è quello di porre domande a chi è al potere. Chiedono che la scienza venga ascoltata”.

Nonostante le richieste dei ragazzi e delle ragazze di Fridays for Future, le critiche al movimento non mancano, spesso accompagnate da ondate di scetticismo circa l’effettivo verificarsi del cambiamento climatico. “Ovviamente il dubbio è il motore della scienza – spiega Ruggieri – ma nella comunità scientifica il dibattito è finito anni fa e i dubbi sono stati risolti con il Protocollo di Kyoto nel ‘97. L’idea che ci debba essere una prospettiva a favore o contro circa un argomento come il cambiamento climatico è forse più una distorsione mediatica”.

Nuove ricerche infatti, dice Ruggieri, continuano a dimostrare come il margine per posizioni scientifiche contrastanti sia sempre più stretto. “Non a caso uno studio recente ha stabilito l’affidabilità dei modelli utilizzati sin dagli anni ‘70 per prevedere l’aumento della temperatura globale. Il che significa che anche le previsioni sul riscaldamento futuro sono realistiche”

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