Ambiente

I salvatori del lavarello perduto: super-vertice al Pirellino. Fermi, Turba e Rolfi con gli Alpha

Mattinata di lavoro ieri al Pirellino di Como con l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, il sottosegretario Fabrizio Turba e il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi che hanno imbastito un tavolo tecnico per confrontarsi sul tema della crisi del lavarello e la gestione della pesca sul Lago di Como con i pescatori professionisti e dilettanti rappresentati dal direttivo del gruppo Como Alpha presieduto da William Cavadini.

I temi più caldi affrontati (per i quali si attendevano le indicazioni della Regione emerse dal tavolo della consulta svolto recentemente):

– aumento della maglia di pesca del lavarello per i pescatori professionisti da 32 mm a 35 mm e un anticipo del divieto di pesca al 1 novembre, per proteggere meglio la riproduzione del Lavarello e della Bondella

– aumento delle immissioni del lavarello attraverso il potenziamento della produzione dell’incubatoio di Fiumelatte

– gestione delle acque: il prossimo sarà un anno importante per quello che e identificato come bacino 5, anche attraverso un passaggio intermedio nel quale le acque passeranno da una gestione in capo alle Provincie alla Regione, nel quale la Regione metterà a punto un modello da mandare a bando. Si prospetta una gestione congiunta tra i soggetti oggi presenti sul territori in varie forme associative.

– acque della provincia di Como oggi gestite da APS: si prospetta una momentanea proroga di transizione della attuale gestione sulla quale attualmente non ci sono indicazioni precise. La disparità di costi per pescare sul ramo di Como rispetto a quello di Lecco è un tema caro all’associazione Como Alpha, che si è sempre spesa per riuscire a trovare la formula che consenta di non aggravare di costi i pescatori dilettanti (la Regione ha parlato di fase di transizione)

Nella riunione è intervenuto anche il presidente di Confesercenti, Claudio Casartelli, per sottolineare che il tema pesca racchiude anche tutta una filiera che coinvolge la ristorazione: “In un momento di espansione turistica si rende necessario tutelare anche l’aspetto gastronomico per garantire una qualità e una provenienza certa delle specie ittiche proposte dai vari soggetti che si occupano di ristorazione. Questo andrà anche ad aiutare il settore dei pescatori professionisti, oggi penalizzati dalla crisi del pescato, in primis il lavarello, da varie forme di commercio non sempre legate a specie specifiche del nostro lago, nonché da varie forme di concorrenza sleale praticata da pescatori non professionisti. La sinergia della filiera è necessaria oltre che per preservare il settore anche per qualificarlo maggiormente”.

L’assessore Rolfi si è impegnato ad aprire un confronto per individuare forme di tutela normativa del settore e ad avviare uno studio che durerà due anni per individuare in maniera più scientifica le cause della crisi del lavarello.

  1. Va di moda il pesce..
    Sardina a sinistra
    Lavarello a destra

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