Ambiente

VIDEO Ciuffo biondo, dito puntato, accuse sul clima. Blitz Fridays for Future in Confindustria

Quello del 21 gennaio sarebbe dovuto essere un tranquillo martedì sera in Confindustria Como, in occasione della conferenza “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica. Manifesto per il clima”.

L’evento, invece, si è trasformato nell’incontro-scontro tra mondi e generazioni, tra i volti eminenti dell’industria e della politica comasca intenti a discutere di crisi climatica (un tema spesso appannaggio di movimenti di piazza) e i ragazzi di Fridays for Future presenti in platea.

Al nostro arrivo la sala è un coacervo di volti e realtà. Tra i relatori, il padrone di casa, Aram Manoukian, Paolo De Santis presidente Officina Como, Fabio Renzi, della fondazione promotrice del manifesto, Symbola, Barbara Minghetti, consigliere comunale e Daniele Petrini, Ad di Sabic Italia e membro di Plastics Europe Italia.

Il nostro match sul campo del Real Aram Manoukian: ha vinto lui (ed è buon segno)

In platea, ci sono Maurizio Traglio e Vittorio Nessi, consiglieri di Svolta Civica. In terza fila si scorge Moritz Mantero, imprenditore e “papà” di Orticolario. Matteo Mandressi di Cgil e Caterina Valsecchi di Cisl si sono uniti ai tanti altri comaschi interessati alla soluzione dell’enigma: crescita economica o ambientalismo?

Ma la presenza più evidente per contrasto anagrafico, è quella dei quattro attivisti di “Fridays for Future Como”, contraltare radicale di ambientalismo anticapitalista all’imprenditoria dall’animo sostenibile e moderato pronta a salire sul palco.

Manoukian apre i lavori insistendo sull’importanza di una visione di sviluppo sostenibile per il futuro. Renzi esalta la green economy e la “Generazione Greta”.

Petrini riconosce i rischi ambientali dell’industria plastica. Il cuore della conferenza sta poi nelle parole di De Santis: “Un tempo parlavamo di decrescita felice, oggi parliamo di crescita felice che trasformi la crisi climatica in un’occasione per rivedere il funzionamento delle cose”.

La “Generazione Greta”, il cui slogan più caro è “cambiare il sistema, non il clima”, non è convinta.

Faifer For Future: l’eroe solitario del clima (all’inizio). Davide è il personaggio dell’anno

Attende che il microfono passi alla platea per esplodere davanti a un pubblico quasi pronto a ritirarsi per la notte “Abbiamo otto anni prima di una crisi climatica irreversibile e voi proponete progetti con termine al 2050? – esclama uno dei ragazzi – stasera ho sentito di crisi come opportunità. Una crisi va trattata come tale non come un semplice gioco di denaro e potere. Non c’è tempo: invece che proporre nuove industrie a basse emissioni la vostra conferenza si è vantata dei nostri settori produttivi”.

L’ottimismo per crescita felice, nuovi equilibri e green economy sembra dissolto sotto il fendente dei Fridays. I relatori ricordano che la serata intende presentare delle proposte. “Le soluzioni, invece, spettano alla politica” dice Renzi. Poi l’attrito dell’incontro tra Fridays e Confindustria si risolve con una conclusione di Manoukian.

“Capisco la vostra inquietudine. Siamo stati nella vostra stessa posizione. Così si sentiranno i vostri figli. Dobbiamo lavorare con coraggio per cambiare le cose” conclude il presidente di Confindustria, rivolgendosi ai ragazzi in un tentativo di avvicinare due mondi, mentre il pubblico si alza e la serata volge al termine.

LA PROPOSTA DI SYMBOLA, DE SANTIS E MANOUKIAN:
“UNA NUOVA ECONOMIA A MISURA D’UOMO”

Raggiungere uno sviluppo economico rispettoso dell’individuo, del territorio, di ambiente e società. Ecco il tema della conferenza tenutasi martedì 21 gennaio presso la sede di Confindustria Como dal titolo: “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica. Manifesto per il clima”.

Fulcro della serata, la presentazione del Manifesto per il Clima incentrato sui possibili sviluppi della Green economy in Italia. Tra i promotori nazionali del documento: Confindustria, Coldiretti, Sacro Convento di Assisi e tanti altri esponenti del mondo economico, sociale e culturale.
A tenere il dibattito comasco, il presidente di Confindustria Como, Aram Manoukian, Paolo De Santis presidente Officine Como, Fabio Renzi, segretario generale della ondazione Symbola, oltre a Barbara Minghetti, consigliere del Comune di Como e Daniele Petrini, amministratore delegato di Sabic Italia e componente dei consiglio direttorio di Plastic Europe Italia.

“Quando sono diventato presidente di Confindustria, ho posto l’attenzione su quattro parole chiave: collaborazione, visione, fiducia e anima. Queste quattro parole sono gli ingredienti della sostenibilità – ha detto Manoukian, aprendo i lavori – c’è dentro tutta la forza e responsabilità verso il futuro. Per uno sviluppo economico a misura d’uomo serve partire dalla coesione sociale, dal bene comune, dal rispetto delle regole”.

Commentando sul tema della crisi climatica globale, De Santis ha ricordato come la parola “crisi” possa in realtà fornire uno scenario positivo per società e imprese: “Si tratta di una grande opportunità per rivedere come le cose funzionano. Anni fa qualcuno parlava di decrescita felice. Oggi dovremmo parlare di crescita felice, rispettosa, armoniosa, volta a ridurre le diseguaglianze”.

Facendo poi riferimento al territorio di Como, De Santis ha aggiunto come anche sul piano locale sia necessario ripensare il sistema economico, sociale e produttivo: “Serve una realtà territoriale in cui si vive, lavora e si studia che sia a misura d’uomo. Il lavoro di Officina va anche in questa direzione”.

Ripensare società ed economia in modo da renderle più eco-sostenibili è un obiettivo molto più raggiungibile di quanto si possa pensare, ha assicurato Fabio Renzi di Symbola, la fondazione promotrice del Manifesto di Assisi.

“Questo è un manifesto per un tipo di ecologia integrale ma non integralista in cui i processi e i cambiamenti vanno accompagnati – ha detto Renzi – l’Italia è un Paese già virtuoso dal punto di vista dell’economia circolare e green. La Lombardia è prima in Italia per gli investimenti ecosostenibili”.

Daniele Petrini ha poi insistito sulla necessità di trovare un equilibrio nuovo tra le possibili applicazioni dei materiali plastici e la sostenibilità degli stessi: “La chimica può creare e distruggere qualsiasi cosa. La plastica non può finire in mare. Se ci finisce significa che non abbiamo educato abbastanza le persone”. (MC)

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Marco

    Ma perché molti ridacchiano in platea? Parla un ragazzo preparato e impegnato, che magari esagera con dei numeri, e persone come Buzzi ridacchiano… Dovrebbero ascoltarlo e apprezzarlo per l’impegno mica ridacchiare in modo saccente

  2. Tutti in maglione, felpa, giacca, lui in maglietta.
    Quanto gradi c’erano in quella sala?

  3. Petrini: “La chimica può creare e distruggere qualsiasi cosa”.

    “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” celebre frase pronunciata dal famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier.

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