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A Como non esiste più la mezza stagione morta: alla Funicolare è già (quasi) marzo

Uno dice: vabbè, finite le feste natalizie, finita la Città dei Balocchi, finito tutto, ecco il gennaio del ritorno al deserto. Il mese più freddo dell’anno, quello della lunga transizione tra le fine dell’anno colorata e festosa e i primi boccioli di San Valentino, quei 30-40 giorni eletti (forse con novembre) a “periodo morto” per antonomasia. E invece, no.

Non più almeno. Come testimoniano le due immagini volanti catturate dal lettore attento della domenica. Una, quella qui sotto e di copertina, viene dalla Funicolare.

Dove pare quasi che marzo sia già arrivato: la coda per prendere l’agognata carrozza verso Brunate, infatti, era impensabile in pieno 12 gennaio soltanto qualche anno fa. Ora c’è.

E in generale, forse complice il bel tempo e i saldi appena iniziati, anche altrove – vedi Navigazione e lungolago – c’è vita e non è per niente aria di “periodo morto”.

Forse è quel detto, nella Como del 2020, a essere sepolto per sempre.

  1. Ottimo per le presenze, non tanto per gli albergatori che detestano il mordi e fuggi. Quando sistemeranno anche i musei il turista avrà altro da vedere..non in zona stadio (spero la nuova proprietà lo sistemi) perché tra poco c’è il Como

  2. Le presenze turistiche stanno crescendo ad una velocità tripla rispetto alla varietà e qualità della organizzazione. Ormai è tutto un ammassarsi di auto e bancarelle, le mostre e gli eventi culturali sono solo un lontano ricordo, le rappresentazioni teatrali sono rare ed inaccessibili perché addirittura concentrate nel mezzo della settimana… se non fosse per gli allestimenti realizzate con l’intervento delle scuole non ci sarebbe proprio nulla di nuovo da vedere. Intendendo per nuovo qualcosa che 10 anni fa non c’era (lago montagne architettura storica)

  3. Concordo con Donatella. Questo tipo di “turismo” si accontenta di qualunque cosa possa fotografare con lo smartphone e publicare immediatamente sui “social”.
    Già oggi la città paga lo scotto della totale mancanza di pianificazione e lungimiranza in questo ambito.

  4. Svetlana

    Io non abito a Como, ma ogni mattina dal lunedì al sabato alle 7.00 arrivo a como e voglio dire che prima delle feste per caminare su la marcia piedi e spostarsi da un lavoro ad un altro era un disastro, ed era così fino alle 20.30-21.30. Adesso ci saranno gente in giro ma la domenica è saranno non turisti ma abitanti di Como e dintorni che escono con i figli per una passeggiata e prendere un caffè, un te in seme. Questo non è un turismo

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