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Addio a Emilio Trabella, anima di Orticolario e artista del verde

Una perdita terribile per la città di Como questa notte. E’ mancato infatti Emilio Trabella, 71 anni, ex allievo della scuola di Minoprio, poi diventato botanico di fama internazionale, tra i maggiori conoscitori delle Ville del Lago di Como.

Esperto nel ripristino ambientale e nella tutela del territorio, Trabella è stato insieme a Moritz Mantero, mente e braccio per la nascita di Orticolario, celebre manifestazione florovivaistica che si tiene annualmente a Villa Erba a Cernobbio. Ma non solo, era presidente della Società Ortoflorica Comense, vero e proprio punto di riferimento comasco per chi è appassionato di di fiori e piante.

Una persona eccezionale che ha dedicato la sua vita al verde, a rendere il nostro mondo ancora più bello. Diplomato in Architettura del Paesaggio, Giardinaggio, Arboricoltura Ornamentale, Floricoltura alla scuola di Minoprio, ha poi girato il mondo per la creazione di progetto fuori dal comune. Suoi ad esempio i recuperi di parchi storici come quello di Villa Oleandra a Laglio, Villa Gallia a Como, lo studio per il recupero delle essenze arboree a Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate ma anche del giardino storico della tenuta “La Baronia” a Sinagra in Sicilia, proprietà dell’ambasciatore italiano negli USA.

A ricordarlo con affetto è la direttrice della scuola di Fondazione Minoprio, Anna Zottola: “Era un uomo splendido e non solo a livello professionale ma soprattutto umano”. E ricorda un aneddoto di quando Trabella, appena 14enne, era studente della scuola. “Nel 1962 l’istituto era avviato da poco, il campus non era ancora finito ma gli studenti già arrivavano da tutta Italia per seguire i corsi. I ragazzi dormivano nelle stanze della villa storica e ed Emilio, ogni giorno, arrivava da Como in bicicletta per fermarsi a dormire con loro su richiesta del direttore. Aveva già visto in lui non solo le doti professionali ma soprattutto quelle umane di disponibilità, serietà e responsabilità”.

Quindi la direttrice conclude: “Emilio credeva fortemente nel passaggio di testimone con le giovani generazioni e per questo spesso tornava a scuola per tenere lezioni e presentare i suoi progetti. Domani i nostri studenti incontreranno alcuni ex studenti, come facciamo ogni anno, e certamente faremo un minuto di silenzio per ricordarlo”.

  1. Claudio

    Requiem, che la “terra” non Le sia greve, “ma leggera” come Lui l’ha sempre trattata. Resurget

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