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“Affitto solo a big o brand dei centri commerciali”. Como, i cartelli ammazza-piccoli

Il tessuto del centro storico di Como sta cambiando radicalmente. Non è un mistero.

Piuttosto un fenomeno sotto gli occhi di tutti quello che vede attività storiche costruite da generazioni di commercianti lariani cedere il posto a nuovi, moderni, “store” di catene nazionali e internazionali.

Sono noti, tra i molti, i casi della Cremeria Bolla diventata Anvedi che pizza e della Casa della carta trasformata in un punto vendita Intimissimi.

Tra gli ultimi protagonisti del ricambio commerciale in atto in città c’è Seveso, negozio di abbigliamento multimarca di lusso che ha chiuso ufficialmente i battenti in questi giorni. Indiscrezioni vorrebbero la catena internazionale di cosmetici Sephora trovare una sede negli spazi di via Luini 10, dove, negli scorsi giorni, sono stati visti degli addetti con cartelline portadocumenti marchiate proprio con il logo dell’azienda.

Pochi metri più in alto, lungo la stessa via, il nuovo anno ha portato un’altra chiusura: quella di Selvini Tendaggi. Ai passanti più attenti non sarà sfuggito infatti il foglio appeso ad una vetrina oscurata che recita: “Selvini Tendaggi chiude dopo 72 anni di attività. Ringraziamo l’affezionata clientela che ci ha seguito in questi anni”.

Via Luini, dopo 72 anni Selvini leva le tende: “Qui ormai è come un centro commerciale”

Il titolare del negozio, Roberto Selvini, ha spiegato il perché della chiusura: “Dopo così tanti anni io e mia moglie vogliamo goderci del meritato riposo e la pensione”. Il negozio di tendaggi è stato aperto nel 1948 dal padre di Roberto che poi ne ha raccolto l’eredità. ”Ci hanno fatto un’offerta che abbiamo ritenuto opportuno accettare per gli spazi del negozio – spiega l’uomo, mantenendo l’assoluta riservatezza circa il potenziale successore – non sappiamo ancora chi prenderà il nostro posto”.

Non sei di Como se: Brand internazionali, pizze e tanga cancellano i negozi storici

La metamorfosi delle vie più antiche di Como continua, oltre piazza San Fedele. In via Rovelli e via Adamo del Pero, un tempo sede rispettivamente del negozio di sport Robe di Kappa e dello store di complementi per telefoni SBS, le vetrine ospitano due messaggi identici: “Possibilità di avere questo negozio in locazione ESCLUSIVAMENTE RISERVATA ad aziende con altri negozi già aperti, nelle grandi città e/o centri commerciali”.

Il mercato degli affitti commerciali di Como si dimostra sempre più selettivo ed esclusivo quindi, dando priorità alle grandi realtà in franchising.

“Si tratta di una misura cautelativa – fanno sapere dalla società di retail advice dietro agli avvisi di via Rovelli e Adamo del Pero che preferisce mantenere discrezione – è una questione di garanzie e mantenimento nel lungo periodo per far evitare perdite di tempo ai nostri clienti e di chi vorrebbe affittare. Se ci fosse un privato con un progetto interessante e le giuste garanzie non lo escluderemmo”.

Come spiegato dalla compagnia, il mercato delle locazioni commerciali è destinato ad espandersi con nuovi arrivi: “D’altronde la nostra è una città ambitissima. Lavoriamo in tutto il Nord Italia e possiamo tranquillamente dire che Como è seconda solo a Milano per interesse mostrato da grandi catene”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Franco

    Segnalo che sono gli stessi che quando chiudono sui media si intona il de profundis all’ennesimo negozio storico che chiude in centro.

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