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Antonio Aquilini, dopo l’addio al calcio: “La mia seconda vita da pescatore nel nome di mamma”

“Mollo gli ormeggi prima dell’alba. Il gelo del mattino violenta il viso lanciando il guanto di sfida ma le mie mani sanno che ci sono le reti da tirare. Gabbiani, onde e silenzio non mi lasciano mai solo e quando laggiù, in fondo all’oscurità, scorgo il luccichio delle lanterne, so che sta per iniziare il mio lavoro. Il pensiero vola alto in quei momenti, e si posa sul volto di mia madre Rosa”.

Un guizzo di piacere sale negli occhi di Antonio Aquilini, settantacinquenne di Moltrasio e già storico presidente della società di calcio femminile Como 2000, mentre racconta la sua nuova vita di pescatore. Durante l’infanzia, Antonio aiuta i genitori, proprietari della Nettuno di Moltrasio, nella gestione delle barche a noleggio ed è proprio in quegli anni che entra in contatto con il mondo della pesca. “Avevo dodici anni. Vedevo i pescatori arrivare con le loro barche – racconta Aquiloni – e ne rimasi completamente affascinato. Alcuni di loro mi regalarono delle reti ormai stracce per farmi giocare, e con quelle reti raccolsi il mio primo modesto pescato. Ne fui così fiero che dissi a me stesso: da grande farò il pescatore”. Ma non sempre i buoni propositi dell’infanzia vanno a buon fine e anziché il lago, Antonio raggiunge l’universo della seta diventando lucidista. Parallelamente porta avanti l’attività di famiglia legata al noleggio barche mantenendo vivo quel richiamo dell’infanzia.

“Nel tempo libero – prosegue – mi dedicavo alla pesca. Lanciavo l’amo della mia canna e trovavo il mio angolo di pace. Ho sempre ricevuto gioia in quei momenti, il lago è una buona compagnia”. Nel 2003 Antonio va in pensione e cede le redini della Nettuno ai figli. Capisce che il tempo per realizzare il suo sogno da bambino è arrivato. “Avevo un buon amico – ricorda Aquilini con un sorriso carico di nostalgia – si chiamava Piero Taroni ed era un grande pescatore. Mi prese sotto la sua ala come apprendista per un anno e mezzo insegnandomi ciò che sapeva. È un mestiere ricco di segreti da scoprire”.

Durante il suo apprendistato, Antonio prende dimestichezza e, dopo aver superato l’esame previsto dalla Regione, nel 2005 diventa pescatore professionista gettandosi finalmente nelle acque di Moltrasio. “Getto le reti nel tardo pomeriggio e le ritiro all’alba – continua – è un lavoro duro: freddo, reti ghiacciate, pioggia, vento e acque agitate. Non mi tiro indietro, ho il pescato da raccogliere. Solo in caso di estremo pericolo mi fermo, il lago va rispettato quando non vuole compagnia”.
Un lago, quello di Como, che può essere anche generoso. “Le luci dell’alba e del tramonto – confida – sono un regalo per pochi. Amo il celeste del cielo e lo amo ancora di più quando si tinge dei colori del sole. Striature nel cielo che ancora oggi mi lasciano a bocca aperta. I profili dei paesi si rispecchiano nel lago e strani giochi di luce si rincorrono sulle acque”.

Dopo aver raccolto e venduto il suo pescato, Antonio si concede il riposo “Non sono un solitario – aggiunge, ridendo di gusto – però la dimensione della pesca è solo mia. Solo ultimamente ho un amico a bordo: un gabbiano che mi viene sempre a visitare”.

Le reti di Antonio sono la oltana volante e la perseghera, adatte alla pesca del lavarello e del persico ma anche della trota, del salmerino e dell’agone. Ogni rete è legata a una boa con una lanterna che si illumina al buio per guidare il pescatore. “Quando ritrovi le tue lanterne – continua – si accende il desiderio della sorpresa. Che è quello che ti spinge a superare ogni avversità. Così sono arrivato a pescare – continua accendendo il sorriso – un lucioperca di oltre 12 chili e una trota che superava i cinque chili”.

Il pezzo che avete appena letto è pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. hakluyt

    Vorrete scusarmi, voi di comozero, ma non capisco il riferimento al calcio nel titolo…

    • Emanuele Caso

      Ha ragione, perché l’articolo era in una pagina del cartaceo dove il riferimento era evidente mentre qui no. L’abbiamo aggiunto anche in questo testo ma comunque Aquilini è stato storico presidente della società di calcio femminile Como 2000

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