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Argegno, frana la rabbia dei lettori: “Speriamo in una marcia”. “Vergogna”. “Liberateci”

Sono stati tanti i messaggi arrivati in redazione da chi vive in prima persona i disagi legati – ormai dal lontano 10 settembre 2017 – alla frana di Argegno. Ma anche da chi, semplicemente, si ribella al fatto che almeno finora siano passati 7 mesi dallo smottamento di fango e pietre sulla strada senza che siano nemmeno iniziati i lavori di ripristino. Ironia della sorte, oggi potrebbe essere il giorno buono: pur senza alcun annuncio ufficiale in merito, l’azienda che si è aggiudicata l’intervento (la avellinese “Adrenalina”) dovrebbe mettere la fatidica firma sui documenti che faranno scattare il conto alla rovescia per la presenza sul posto (o per il subappalto a qualche azienda locale per farlo).

Intanto però, come promesso, diamo conto almeno di una piccola parte di quanto ricevuto in redazione, partendo dalla mail (scritta a redazionecomozero@gmail.com) di Eugenio Ghioni Pogliani: “Speriamo che qualche consiglio comunale di un qualche paese della sponda o della Val d’Intelvi decida di tenere un consiglio straordinario sulla piazza di Argegno, o che qualche compagnia di ubriachi sani decida di organizzare una marcia in difesa della salute e dell’ambiente da Argegno alla Tremezzina. Ma una volta risolto il problema frana, non lasciamo che lungo questa sponda passino pullman e camion più lunghi di 7/8 metri. Il lago di Como non è la riviera romagnola”.

Una lettera in cui il problema della frana viene allargato, dunque, mentre ad esempio la signora Enrica Buzzi – milanese, casa a Dizzasco – è più netta sul caso specifico: “Quando è caduta la frana era la fine delle nostre vacanze sul lago. Mai avremmo pensato di tornare con l’inizio della primavera per trovare ancora la strada nelle stesse condizioni. Abbiamo fatto la fila l’altro fine settimana, immaginiamo che dovremo farla ancora con i prossimi weekend di bel tempo. Ma siamo in Italia, anche le vacanze diventano un supplizio e tanti saluti…anche alla salute”.

Cinzia Fenu ci ha raggiunto tramite la pagina Facebook: “Vogliamo liberare la Regina…per noi che andiamo a lavorare fuori zona con l’arrivo dell estate arriverà sottobraccio il gran disagio della frana…dei pullman…”. Puntini di sospensione che lasciano intendere la rabbia per l’immobilismo.

Via whatsapp (numero della redazione 335.817.34.30), tante imprecazioni (non tutte riportabili, ci capirete). Sergio Vanini: “Leggo che il Comune si difende, che nessuno ha la colpa. Ma invece chi ha appeso lo striscione ha ragione al 1000%: la politica comasca è una frana”. Rossella (chiede di non mettere il cognome): “Si vergognino tutti, punto e basta!”.

Poi ci sono i commenti già apparsi sugli altri articoli dedicati alla vicenda, che raggruppiamo qui (ma restano ovviamente consultabili sotto i testi originari). Attilio: “Bene. Alziamolo questo dito, ed invochiamo un po di adrenalina per chi continua a non prendere posizione! Ricordiamoci e facciamoci delle immaginette per mantenere ben viva la memoria!”. Lella: “VERGOGNA!!!!!! La verita’ e’ una sola. Non ci sono politici che abitano lungo la strada Regina e non devono fare questa povera strada ogni mattina….altrimenti sarebbe già tutto a posto!!!!”.

Franca: “È comunque inaccettabile che dal mese di settembre 2017 non si sia fatto nulla per risolvere il problema.Ora siamo nel mese di aprile con un traffico notevolmente aumentato per l’apertura della stagione turistica e non è certo un bel biglietto di presentazione del lago l’ulteriore peggioramento della statale Regina”. E infine Osvaldo: “Non penso che si possano addossare colpe al Sindaco di Argegno riguardo al mancato inizio dei lavori. Credo però che trattandosi di un problema che insiste sul territorio di Argegno, e che provoca una limitazione di pubblico servizio il Sindaco avrebbe potuto informare la Procura della Repubblica”.

Simona: “Tutti che si rimbalzano le colpe e intanto a farne le spese siamo sempre noi che paghiamo le tasse e ci ritroviamo che al ritorno dal lavoro durante la settimana stiamo in coda un’ora in piu’..per non parlare dei giorni festivi! Il giorno di Pasqua e Pasquetta dalle 16 alle 21.30 la coda partiva da Tremezzo e arrivava ad Argegno..vergognoso! Ma chi comanda? Il sindaco di Argegno e chi c’era con lui da quando e’ caduta la frana (parlo di Dotti) e anche tutti i sindaci del territorio a partire da Argegno fino a Griante avrebbero dovuto insistere presso la procura per dare inizio ai lavori, visto che la strada e’ la principale e serve a tutti. Su chi paga poi se ne discute dopo e comunque anche qui…pagano in parti uguali ,le parti coinvolte .Qui non e’ questione di avere colpe, e’ questione di avere buon senso, se siete al comando comandate e risolvete i problemi…e soprattutto..i lavori dovete farli fare di notte come fanno sulle strade trafficate , visto che questa e’ l’unica strada che abbiamo . Ma cosa aspettate?? La gente e’ esausta…non riuscite a risolvere un problema del genere? Ha dovuto arrivare anche striscia la notizia per documentare quanto e’ ridicolo tutto questo… ha fatto vedere cosa ci hanno messo in Svizzera dove per una frana di dimensioni enormi rispetto a questa , i lavori sono partiti subito….e voi vi fermate davanti a questa? Qui si ferma tutto…ma ve ne rendete conto o stiamo ancora a sindacare su chi deve agire e chi non deve agire? Unitevi tutti e agite..fate qualcosa per chi vi ha eletto e paga le tasse..e’ ora!”

Una rabbia dilagante, anche se in direzioni talvolta diverse. Che evidentemente, se anche oggi non si avessero novità positive e decisive, rischia di trasformarsi in una “frana” contro istituzioni, politici e Anas.

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