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Asilo Sant’Elia, Terragni-furia scrive a Bella: “Lavori disastro, chiamo il ministero”. E lancia la raccolta firme

Era fine maggio quando un trabattello e un po’ di scotch argentato tentarono di mettere una pezza (letteralmente) alle polemiche sulle tende rotte dell’asilo Sant’Elia e alle temperature sahariane che si registravano nelle aule.

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Mesi di discussioni, accuse, rassicurazioni e incontri con in prima linea Attilio Terragni, pronipote del celebre architetto, supportato dal gotha dell’architettura con voci autorevoli come quella di Pierre-Alain Croset, professore di Architettura e Studi Urbani al Politecnico di Milano, e Flavio Mangione, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma accorsi in difesa di quel capolavoro di importanza mondiale trattato come una villetta a schiera qualsiasi.

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Poi l’annuncio dello stanziamento di 600 mila euro per finanziarne la sistemazione e, a luglio, l’avvio dei lavori di riverniciatura degli elementi esterni in ferro, primi di una lunga serie di interventi che prevedranno la sostituzione dei pavimenti in linoleum del refettorio, il ripristino degli intonaci ammalorati, la tinteggiatura interna al termine dei lavori di ripristino dei solai.

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Tutto bene, quindi? Assolutamente no perché, fin dall’inizio, l’occhio vigile di Terragni (e non solo) ha subito notato che qualcosa non andava e che, no, su un monumento come questo non si lavora così. E a riprova del fatto che non si tratta di fisime da architetto purista, ecco le foto dei vetri sfrisati, parrebbe, durante le operazioni di carteggiatura dei serramenti.

E così, finita la pazienza, ecco una mail di fuoco inviata oggi da Terragni all’assessore ai Lavori Pubblici, Vincenzo Bella, lunedì mattina al suo rientro al lavoro:

“Assessore Bella mi chiedo chi pagherà i danni che state facendo all’asilo Sant’Elia. Si tratta già di somme notevoli.Lei non ha rispettato il gentleman agreement condiviso nell’ultima riunione. Guardi solo l’immagine allegata e cerchi per una volta di avere uno sguardo onesto sul disastro delle vostre manutenzioni. Quindi la informo che martedì mi recherò in Soprintendenza per chiedere ufficialmente di fermare questi lavori inutili, dannosi con sperpero di preziose risorse per la conservazione di un capolavoro dell’architettura mondiale”.

“A breve – prosegue Terragni – inizieremo una raccolta firme per divulgare a tutta la cittadinanza i fatti di cui sopra e chiedere che vengano individuati i responsabili”.

E, se l’appello alla Soprintendenza non dovesse sortire gli effetti sperati, Terragni è già pronto a recarsi direttamente a Roma il 15 ottobre al Ministero dei Beni Culturali.

  1. Gigi P

    Ma direttore dei Lavori e Rup non esistono? Non penso spetti all’assessore vigilare sull’andamento e la buona esecuzione dei lavori.

  2. Davide Fent

    Tutto il mio Sostegno e Supporto Ad Attilio Terragni. Ennesimo ‘’disastro’’ a Como. Mi preoccupano anche futuro Lungolago dopo milioni spesi e la Ticosa, per non dire il POLITEAMA CHE È DIVENTATO UNA TICOSA2, e le buche nei marciapiedi e nelle strade. A volte una firma allunga la Vita o la salva dalla Catastrofe.
    Grande Attilio Terragni 🤗🎥❤️✒️✒️✒️💫💫💫
    Davide Fent
    @davidefent

  3. Prof.Arch. Wessel de Jonge, Olanda, fondatore del DOCOMOMO International

    Il mio pieno supporto per Attilio Terragni: l’Asilo Sant’Elia è un edificio di classe mondiale e dovrebbe essere conservato con cura per le generazioni future!

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