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Assunzioni in Comune, il graffio di Falanga (Uil): “Basta demagogia, non risolveranno tutti i problemi”

Le assunzioni previste dal nuovo piano di occupazione del Comune di Como, secondo Vincenzo Falanga, Segretario Generale della UIL FPL del Lario, sono poche e non riusciranno a “risolvere tutti i problemi dell’ente”.

Il commento sindacale, diffuso sul sito dell’organizzazione questa mattina, arriva a ridosso dell’annuncio dell’assessore al Personale, Elena Negretti, giusto questo venerdì, circa l’imminente assunzione di 109 persone nell’organico municipale. 

“Dal 2010 ad oggi abbiamo assistito ad una drastica riduzione del personale che ha fortemente ridotto le potenzialità degli enti locali e le possibilità di erogare servizi all’utenza di riferimento – si legge nel comunicato che si apre con un commento ai dati sul numero di impiegati del Comune in flessione decennale di 133 unità dal 2010 a oggi.

“In aggiunta il blocco assunzionale ha sostanzialmente fermato il cambio generazionale determinando di conseguenza che i carichi di lavoro si riverberassero sul personale rimanente, la cui età media si attesta intorno ai 55 anni”.

Il blocco della capacità assunzionale, come si legge nella nota, è determinato dall’adesione dei Comuni sopra i mille abitanti al patto di stabilità che con il Dl 4/2019 possono assumere tanti nuovi impiegati quanti quelli uscenti.

Questo non permetterebbe assunzioni per potenziare il servizio in aree specifiche nonostante le disponibilità economiche del Comune di Como, spiega il segretario.

“[…] si evince sostanzialmente che gli Enti locali non possono in realtà mettere in campo una vera politica assunzionale basando le procedure concorsuali sulle proprie capacità di bilancio ma andando sostanzialmente a sostituire il personale senza possibilità di potenziare o investire su settori o servizi strategici per il territorio e per le peculiarità del comune”.

Per Falanga, le 109 nuove assunzioni sono comunque una boccata di ossigeno per l’organico sottodimensionato del Comune di Como e la Uil si propone di “monitorare la situazione affinchè il personale venga assunto entro il 31.12.2019”.

L’attività di monitoraggio si rende necessaria a beneficio, secondo il Segretario, “del personale che rappresentiamo che evidentemente si attende un cambio di passo nelle politiche di gestione del capitale umano e la seconda è nei confronto della nostra utenza che fruisce dei servizi territoriali al fine di garantire attività adeguate alla realtà del nostro Comune”.

La nota si conclude poi con un invito dai toni graffianti all’amministrazione comunale:”Dunque, potrà essere sostenuto tutto e il contrario di tutto sulle politiche assunzionali ma evitiamo di fare demagogia e populismo, perché ai numeri non si può dire bugie”.

Il comunicato, nella sua interezza, è disponibile a questo link.

 

  1. Luisa Corti

    Come al soliti i politici fanno il gioco delle 3 carte…

  2. VivaComo

    Ma il sindacalista cosa fa !?!? Il distaccato e come può sapere come davvero funziona un Ente ? Facile pontificare quando si sta in un limbo e non si fanno atto etc
    Mai che si cerca di guardare al positivo certo… mi domando come sarebbe bello se tutti i sindacalisti fossero alle scrivanie senza permessi e con fascino da evadere… vabbè VivaComo sempre

  3. Gioele

    Il Dl 4/2019, quello che ha introdotto il Reddito di cittadinanza e la quota 100 per intenderci, ha confermato la regola. La pianta organica delle amministrazioni pubbliche superiori a un certo numero dipendenti (Comune di Como tra questi) non può essere modificata. In altri termini le dimissioni devono essere compensate con un egual numero di assunzioni. Unica facoltà che è lasciata all’Amministrazione è il dimensionamento degli uffici ma solo questa. Non c’è nessun merito dell’Amministrazione nelle assunzioni del personale, sostituiscono i dimissionari. Ha ragione il Delegato della UIL. E’ solo propaganda per nascondere le figuracce dei mesi scorsi.
    Speriamo, invece, che la scelta dei nuovi collaboratori sia effettuata su base “meritocratica”. L’esperienza che si sta vivendo in altre Amministrazioni a trazione “balubista”, fa pensare che essere un fedele “baluba” è una condizione imprescindibile per poter lavorare negli enti locali della nostra Regione.
    Ho sempre l’impressione che abbiamo perduto le cose migliori della Prima Repubblica ma abbiamo mantenuto le peggiori. Ma si sa…per i voti populisti si fa e si dice di tutto figuriamoci se non si può fare dell’in-sano clientelismo.

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