Attualità

Barbara e Fedora, l’alba della cultura. Il violino, il lago, le 5 del mattino: “Così è nata la magia”

Vi svegliereste mai di domenica ben prima dell’alba, ore 4 del mattino circa, per andare a sentire un concerto? Come minimo dovrebbe essere il vostro artista preferito e, comunque, la partecipazione non sarebbe così scontata. E’ invece scontata per il concerto all’alba organizzato ogni anno nel parco di Villa del Grumello nell’ambito del Festival Como Città della Musica.

Una certezza confermata anche la scorsa domenica quando per “Alba in duetto” con i violinisti di fama internazionale Fabrizio Falasca e Gabriele Pieranunzi sono accorse quasi 700 persone. Neppure uno di quei problemi tecnici che potrebbe distruggere un evento, ovvero l’assenza di uno dei due violinisti, ha smorzato l’entusiasmo.

“Il maestro Pieranunzi intorno alle 23 della sera prima ci ha avvisato che era rimasto bloccato all’aeroporto, il suo volo era stato cancellato e non aveva modo di raggiungere Como in altro modo – racconta la presidente del Teatro Sociale di Como Fedora Sorrentino – per tutta la notte abbiamo assistito il maestro Felasca che, da grande professionista, ha voluto comunque esibirsi con un programma per violino solo che ha preparato nelle ore che hanno preceduto il concerto”.

Un “contrattempo” che, analizzato con il senno di poi, dona maggior valore a un evento che ha ormai alle spalle dodici edizioni e che oltre ogni ragionevole dubbio può essere catalogato tra gli imperdibili della città. Un successo, che poi si allarga a tutto il Como Città della Musica, vero e proprio secondo cartellone (estivo) del Sociale.

Ne fanno parte progetti riusciti come l’opera partecipata che apre il Festival portata in scena dai cittadini comaschi, i 200.Com, ma anche eventi come il concerto al tramonto o quello all’hangar.

Idee tra il semplice e il geniale ma che funzionano, che attirano i comaschi esattamente quanto i turisti, come Parolario, Orticolario, il Lake Como Film Festival o la rassegna di cinema all’aperto “35 mm sotto il cielo” organizzato da Arci in piazza Martinelli. Il perché di tali successi? Forse il legame con il territorio, il portare artisti o prodotti di qualità nei luoghi che rendono Como celebre in tutto il mondo.

Barbara Minghetti e Fedora Sorrentino ph: Carlo Pozzoni

“L’idea di Como Città della Musica è nata per proporre alla città grandi spettacoli in Arena cui ruotassero attorno piccole chicche in luoghi della città da riscoprire in orari particolari – spiega Barbara Minghetti, responsabile programmazione, progetti speciali e relazioni – a quel tempo seguivo sempre ‘Suoni delle Dolomiti’, festival che proponeva anche concerti all’alba in quei luoghi meravigliosi. Sul nostro lago ce n’erano altrettanti, così ho detto facciamolo”. Su questa pazza idea Barbara ha scommesso anche una pizza con le colleghe del Sociale: “Loro sostenevano ci sarebbero state meno di 30 persone e invece ne arrivarono quasi 70”. E da quel momento è stato un crescendo, anno dopo anno.

“L’alba è uno di quegli eventi che dà senso al Festival, che la città si aspetta – aggiunge Fedora – oggi possiamo dire che la notizia di questo evento ha valicato i confini della città e il pubblico arriva anche da fuori appositamente per partecipare”. Inoltre si tratta di un evento che ormai fa parte della città. “La gente arriva per un bel concerto ma soprattutto per un’esperienza particolare – prosegue Barbara – sono convinta che in teatro non avrebbe lo stesso successo”.

Incredibile la fiumana di persone che prima delle 5 del mattino, si incammina verso Villa del Grumello. “Ci sono i giovani che hanno fatto nottata e senza essere andati a dormire si godono un’ora di musica dal vivo ma anche i più anziani che si svegliano presto – spiega Barbara – ci sono quelli che alla mattina si allenano correndo sul lungolago e fanno una pausa musicale con noi”.

Un successo che allora potrebbe essere promosso in altri luoghi o momenti dell’anno? “L’alba ha una magia tutta particolare, è forse l’unico evento che non è mai stato spostato per il cattivo tempo – racconta Fedora – in altri momenti dell’anno forse potrebbe fare freddo. Non abbiamo mai pensato invece di spostarlo, malgrado le location meravigliose che ci sono a Como. Credo perché la gente ormai è affezionata a quel luogo”.

C’è però un’idea che finora la presidente non ha mai confessato a nessuno: “Ho pensato ad un’alba al buio, ovvero senza annunciare quale artista si esibirà, giocando sull’effetto sorpresa. Potrebbe essere la conferma che, al di là del valore di chi si esibisce, questo evento funziona”.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata