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Basta viabilità, la giunta verso il “castigo” per il dirigente scomodo Lorini

Si prepara un gran valzer dei dirigenti in Comune a Como. Entro il 31 marzo prossimo, infatti, dovranno essere rinnovati tutti i contratti dei dirigenti in servizio e delle cosiddette “posizioni organizzative”. Ancora riservata la gran parte dei dettagli sui possibili spostamenti o cambiamenti di competenze tra i 12 “big” in servizio negli uffici di Palazzo Cernezzi, ma il tema è già stato comunque affrontato durante l’ultima giunta comunale. E un “rumor” punta diritto a uno dei titoli dell’ordine del giorno passato all’attenzione di sindaco e assessori lo scorso giovedì. Questo: “Parziale modifica dell’assetto organizzativo dell’ente adottato con deliberazione di giunta comunale numero 448 del 23/11/2017”.

Parole criptiche che però nasconderebbero una vera e propria bomba: ovvero il depotenziamento netto del superdirigente per eccellenza di Palazzo Cernezzi, Pierantonio Lorini (in piedi nella foto in cima alla pagina), professionista preparatissimo e “autore” di molti interventi importanti nel capoluogo benché per certi versi scomodo nonché da molti anni vero “deus ex machina” della viabilità cittadina (con polemiche annesse: vedi, tra molti altri, il caso del famoso posteggio per moto a zig-zag in via Rubini, poi cancellato tra le proteste, oppure il no alla rotonda in via piazza San Rocco, assai poco gradito all’assessore alla Mobilità, Vincenzo Bella).

Ebbene, l’indiscrezione – che nonostante vari tentativi non è stato possibile verificare in via ufficiale con l’assessore al Personale, Elena Negretti, né con l’ingegnere stesso – vorrebbe questa concreta prospettiva: Lorini, poco gradito all’intero esecutivo, sarebbe destinato a perdere proprio la competenza più importante e incisiva, la viabilità (e probabilmente anche Parchi e giardini, destinati a Luca Baccaro). Al posto di questa delega strategica sulla viabilità, gli sarebbe girata invece la competenza su reti e strade (nel senso di manutenzione, gestione buche e così via). Difficile, però, non vedere un significato “politico” in questa possibile scelta della giunta (non ancora ufficiale) che, peraltro, ricalca il “depotenziamento” di Lorini già tentato e in parte realizzato dalla giunta Bruni.

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