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Bastone e cappello, il dirigente di Confesercenti irride il questuante al mercato

L’intento ironico c’è, dichiaratamente. Ma c’è anche lo spirito provocatorio deliberato, che esprime – sebbene sotto una forma paradossale – una rabbia genuina. Resta il fatto che la fotografia scattata stamattina che ritrae il direttore di Confesercenti Como, Angelo Basilico, sotto Porta Torre, con tanto di bastone e cappello nella mano sinistra a simulare la richiesta di elemosina tra i banchi del mercato mercerie, è già fortissima di suo. Se poi quella posa è assunta esattamente accanto un giovane extracomunitario con la giacca bianca che in quella stessa zona effettivamente chiede le monetine ai passanti, l’immagine diventa esplosiva. O quantomeno fraintendibile e criticabile, visto il ruolo “istituzionale” di Basilico. Il quale, contattato, spiega il perché di quel gesto plateale.

Angelo Basilico (a sinistra) con Claudio Casartelli

“E’ chiaro che l’ho fatto con un intento ironico, sarcastico – dice il direttore di Confesercenti Como – Non volevo umiliare nessuno, ci mancherebbe, è stato un gesto banale. Nello stesso tempo, però, è ovvio che con quel gesto e quella posa ho voluto anche sottolineare la gravità del problema dei mendicanti al mercato mercerie e in tutta la città”.

L’associazione di categoria da tempo è in prima linea – con toni anche molto duri – contro il fenomeno dell’accattonaggio e dei venditori abusivi. “Perché è un problema grave, non più tollerabile. Il Mercato Coperto spesso è accerchiato da chi chiede soldi ai clienti. I commercianti e gli stessi clienti non ne possono più. Ma in generale tutto il centro di Como è in questa situazione. Abbiamo apprezzato l’ordinanza emessa dal sindaco Mario Landriscina a dicembre e adesso chiediamo con forza l’applicazione del nuovo regolamento della polizia locale per contrastare quello che è un racket vero e proprio, non certo una piccolezza”.

Angelo Basilico (a sinistra) imita il questuante con la giacca bianca alla sua destra

L’autore dello scatto è peraltro uno storico animatore del mercato mercerie sotto le mura di Como, Maurizio Marelli, che dal suo banco vende guanti, sciarpe, ombrelli e altri beni che spesso trovano concorrenza nei venditori abusivi.
“Non ne possiamo più – sbotta Marelli – Al di là della foto, il problema è grave. La città va ripulita, sì, dico ripulita, da mendicanti e accattoni vari. Dietro i singoli, che pure possono apparire buoni o innocui, ci sono racket e concorrenza sleale verso noi commercianti in regola, che ci svegliamo alle 5 del mattino, con il gelo o con il caldo, e che oggi dobbiamo pensare più a sopravvivere tra tasse, abusivismo, burocrazia, inerzia dello Stato e mille altri ostacoli. Non è una questione di colore della pelle, ci mancherebbe. E’ che in questa città, ma direi in questo Paese, vanno ristabiliti ordine e legge, mentre i governi ci hanno portato allo sbando. Soprattutto l’ultimo”.

Marelli spera in Matteo Salvini e non lo nasconde. “Confido che possa andare al governo e possa ascoltare chi come noi lotta ogni giorno contro mille problemi, inascoltati e in solitudine – afferma ancora il commerciante – Sapete cosa mi ha detto uno dei tanti che chiede l’elemosina proprio davanti al mio banco? Che mentre io domenica scorsa mi alzavo all’alba per racimolare un incasso appena dignitoso dopo ore e ore di lavoro al freddo, lui la domenica non avrebbe “lavorato”. Capito? Io qui a faticare in ogni condizione, lui a fare festa. A Como spero che il sindaco Landriscina metta fine a questa situazione, non possiamo essere la città dei mendicanti”.

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