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Bocchietti, Robespierre dei Palchettisti. Dopo il regicidio: “Peronese? Personalista. Fine di un’era”

Piaccia o meno il piccolo golpe andato in scena nelle ultime settimane all’interno della Società dei Palchettisti (proprietaria del Teatro Sociale di Como) segna una rivoluzione senza precedenti.

La vicenda (ampiamente anticipata dal quotidiano La Provincia con Gisella Roncoroni che ha firmato approfondimenti e retroscena) ha visto deflagrare la bomba in una manciata di giorni. Anni di tensioni, malumori e antiche frizioni si sono concentrati in un’assemblea soci dove, dopo gli stracci, mancava volassero pure le sedie.

Così Francesco Peronese, patriarca assoluto della Società per 18 anni, ha lasciato la carica dopo le dimissioni in blocco del Cda e dei Revisori. Nuove elezioni (Peronese non si è candidato) hanno visto la nomina di Claudio Bocchietti alla testa del nuovo board. Intervistato dai colleghi della Provincia, Peronese ha parlato di congiura.

Francesco Peronese

Bocchietti, la macchinazione è andata a buon fine

Nessuna congiura, non mi piace tornare su questi argomenti

Beh, ma se lei è presidente lo si deve a una serie di ingranaggi attivati ad arte per arrivare al regicidio

Non voglio parlare delle cose dette da Peronese. Il caso è chiuso, guardo al futuro

Chiuso-chiuso, non direi. Perché indossare i panni degli insorti?

Una rivoluzione presuppone un cambiamento radicale, qui non c’è stato. Del vecchio consiglio ci sono io, c’è Massimiliano Mondelli (consigliere) così come Giorgio Carcano che era e resta vice

Appunto, scusi, ha appena fatto l’elenco dei cospiratori

Certo, cambiare presidente è sempre una piccola rivoluzione

Ah, ecco

Ma non intendetela come un cambiamento di rotta per il Teatro. La struttura funziona e funziona bene. Poi, sì ha ragione, noi tre abbiamo promosso il cambiamento

Alla faccia, la deposizione di un Re (del Re) non è un semplice cambiamento

A un certo punto non c’è stata più sintonia tra il presidente e il Consiglio. Abbiamo riferito all’Assemblea dei Soci che ha preso atto e si è andati a nuove elezioni

Così la fa facile, le questioni aperte (mutuo per i lavori, scarso coinvolgimento, ordini di servizio) erano pesantucce

Peronese non si è candidato, ha preso atto che si è chiusa un’epoca

Claudio Bocchietti

Cosa muterà?

Come ho detto, niente in ordine al teatro. C’è un legame forte con la città, produce spettacoli di altissima qualità, produce cultura, è in simbiosi con Como. Faremo ogni cosa perché questo rapporto vada avanti e cresca. L’impegno dei Palchettisti è supportare Aslico (gestore) con tutti gli strumenti necessari a una struttura che fisicamente funziona. Adesso dobbiamo occuparci della questione antincendio, dobbiamo ottenere il certificato dai Vigili del Fuoco entro il 28 agosto, ce la faremo

Bene ma oltre l’ordinaria amministrazione?

Cambieranno i metodi gestionali alla Peronese che aveva un’idea di funzionamento precisa: gestione personale, sua. Io, viceversa, credo nella coralità del consiglio, il principio nuovo è quello della collegialità. Fino a oggi l’assemblea veniva informata una volta l’anno, adesso lo sarà molto più spesso. I Palchettisti, è bene ricordarlo, sono i proprietari, ci mettono i quattrini, è doveroso sappiano ogni cosa. Ma, lo sapete, alle persone interessa il teatro, il cartellone

Beh, anche che i proprietari non si scannino. Rapporto con Aslico?

Da 18 anni ha gestito la struttura in modo eccezionale, ricevendo riconoscimenti nazionali e internazionali. Tutta Como non può che essere felice della gestione il contratto dura ancora 9 anni, ne siamo molto felici. Certo non hanno risorse per sistemare costantemente la struttura, per questo i Palchettisti hanno investito circa un milione di euro negli ultimi 12 mesi

Il mutuo è stato una delle micce

Diciamo che da oggi lavoreremo a una radicale modifica dello Statuto, ha ancora una forma giuridica ottocentesca, deve essere immediatamente aggiornato perché la Società possa partecipare a bandi nazionali e europei, creeremo un team immediatamente.  Dobbiamo accedere al sostegno pubblico, non deve scapparci nemmeno un bando

Se questa è l’intenzione, immagino riaprirete la Sala Bianca ai privati

Certo, per feste e matrimoni, come un tempo. Sala Bianca, e altre, possono essere sfruttate managerialmente per avere più risorse. Sono beni preziosi, perché devono rimanere con le luci spente?

 

 

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