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Cade l’ultimo bastione: l’Astra resta chiuso. Lipari: “Benefattori in arrivo, presto la chiamata alle armi”

Curioso che bastione e schermo siano sinonimi. Curioso, concedetelo perdonando la facilissima metafora, dato il tema di cui al titolo sopra.

Partiamo da una lettera di Don Tiziano Raffaini (Associazione Cattolica Esercenti Cinema)

Carissimi Amici del Cineforum di Como

come vedete non c’è il solito dépliant con i film della prima tranche.
È con rammarico che vi comunico che quest’anno non sarà possibile organizzare il Cineforum essendo l’Astra chiuso per adeguamenti che richiederanno un certo tempo e risorse da trovare.

Inoltre, abbiamo cercato soluzioni alternative “tampone” ma alla fine non è stato possibile conciliare le varie esigenze del pomeriggio e della sera. Speriamo vivamente di poter riprendere l’anno prossimo la nostra usuale programmazione e celebrare la 65° edizione.

Nel frattempo, vi porgo a nome mio e di tutte le collaboratrici un cordiale saluto.

don Tiziano Raffaini

Sbuffate di fumo nero si coglievano già quest’estate. I problemi tecnico-logistici dell’Astra sono noti – in primis l’impianto elettrico da rifare – così come le continue difficoltà economiche. Per ora la sala resta chiusa: non solo cineforum, ovvio, anche la programmazione regolare è ferma e il Festival del Cinema Italiano è fortemente a rischio.

Gli ultimi due schermi cittadini (l’altro è il Gloria di Camerlata, le cui vicende abbiamo raccontato in altre occasioni) hanno resistito per anni, asserragliati, circondati da una distribuzione massificata, dall’iperproduzione palpatina-e-via dei blockbuster, dalle sale multisensoriali: chaise longue e popcorn con happy-ending.

Come un flagello rotondo che fatalmente si perpetua entrambe devono fare i conti con edifici da adeguare, pubblici che transumano altrove (niente di male, anzi, ma lo streaming e l’on-demand sono uno scorsoio sempre più teso intorno a quei quattro mohicani che pensano – inguaribili romantici – di proiettare Il Cinema da soli). E per aggiungere insulto a danno grave ci si è messo pure un albero che si è abbattuto sull’ingresso di Viale Giulio Cesare.

Così, stavolta, va peggio del previsto. E se non siamo al titolo di coda, poco ci manca. O forse no.

“Stiamo lavorando, ci crediamo ancora”, dice Paolo Lipari.

Paolo Lipari (a destra) con Alex Infascelli

Cespuglio di ricci, borsa a tracolla lo trovate solcare il centro storico in sella a quella bici che mamma natura deve avergli attaccato addosso durante lo sviluppo embrionale. Lipari è regista, scrittore, organizzatore, critico, insegnante. Uomo di celluloide (sì, ora la 7ma si calcola in byte, ma tant’è) di questa città, da anni affianca il lavoro dell’Astra dove peraltro, dopo una prima fase al fu Astoria (sigh), ha trasferito il suo Festival del Cinema Italiano.

Nicchia? No. Il Festival ha ospitato, per dire: Marco Bellocchio, Silvio Soldini, Ottavia Piccolo, Margherita Buy, Laura Morante, Cristiana Capotondi.

Insomma, non un anfratto per cinéphile con tanta depressiòn.

Come vanno le cose?
E’ stato realizzato un progetto di adeguamento dell’impianto elettrico – spiega – come peraltro giustamente richiesto dai Vigili del Fuoco. E’ vecchio e va oggettivamente adeguato. Abbiamo fatto domanda, aspettiamo i preventivi a giorni. Domani abbiamo in programma un sopralluogo. Insomma, c’è movimento credetemi

A movimento, purtroppo, debbono coincidere i soldi
Stiamo valutando ogni possibilità per recuperare le risorse. La buona notizia è che si sono già offerti diversi soggetti del territorio

Chi?
Al momento è prematuro fare i nomi. Ma è un ottimo segnale d’affetto

Non vi conviene un appello pubblico?
Certo ma è prematuro. Prima dobbiamo quantificare la cifra esatta da spendere. Poi partiremo con il battage e la chiamata alle armi. Però c’è un altro bel segnale: abbiamo aperto un Fondo Cinema Astra sul sito della Fondazione Comasca (qui) e senza annunci sono già arrivati quasi 5mila euro. Ne siamo felici, ripeto: c’è tanto affetto

Non è un fallimento cittadino? Possibile che Como (al di là di lodevoli azioni filantropiche) guardi il suo cinema spegnersi così?
E’ un trend generale, tutte le sale sono in sofferenza. C’è di buono che con la Legge Franceschini il Ministero ha stanziato fondi per le sale come l’Astra. E’ una norma pensata proprio perché la situazione complessiva è critica

Facile immaginare che la stagione sia andata. A rischio anche il Festival
Sì, è a rischio. Siamo in ottobre, di solito partiamo la prima settimana di febbraio. Io spero davvero non salti, stiamo comunque lavorando, selezioniamo film e prendiamo contatti. Non abbiamo spento i motori

Tra poco l’appello pubblico
Sì, confido la città risponda

Insomma, barattare ogni cosa in nome del libero mercato, della meschinità di sintesi tra domanda e offerta è operazione che funziona, e deve funzionare, nelle forme più naturali dello scambio (cipolle, aspirina, cappotto, benzina). Piaccia o meno lo schema è questo.
Però altro campo agricolo è quello dell’arte dove il bisogno di conoscere, fruire, imparare (altra cosa il consumo mediale) del, pure sparuto, gruppuscolo di amanti ha senso e dignità. Varrebbe, viceversa il principio per cui (e accade, signora mia, se accade) si chiude una biblioteca perché #laggente legge poco.

Saracinesca serrata, porta chiusa. Como ha già perso il Lake Como Film Festival. La perpetuazione dell’errore – al netto, come dice Lipari, di un sistema in crisi – significherebbe certificare, ancora una volta, la totale assenza di un pensiero politico e amministrativo nella gestione culturale della città.

Ché imbambolarsi davanti al patrimonio-di-bellezze-naturalistiche non può giustificare in eterno l’inerzia autoassolutoria, l’indifferenza smemorata o, peggio, la totale incapacità (volontà?) di infilare le mani nelle questioni culturali.

Cultura, mica tombini (che poi servono pure quelli al corpo e all’anima, eh).

Lake Como Film Night, trionfo di celluloide e vita. La città, diva imbambolata, guarda

 

 

 

  1. Roberta

    Domanda forse ingenua, forse inopportuna :trattandosi di due realtà legate alla Chiesa comasca ( credo), il Cineforum dell ‘Astra non potrebbe provvisoriamente essere ospitato dal capiente auditorium del Collegio Gallio?

  2. Gentile Roberta, idea suggestiva, il mio amore per il Cinema si è rafforzato grazie a mattinate al Collegio Gallio con Paolo Lipari che ha proiettato e illustrato capolavori. Mi unisco alla sua proposta. Dovrà essere affittato un proiettore di nuova generazione. E allora per ammortizzare i costi oltre il Cineforum potrebbero essere proiettati film recenti il venerdì, sabato e domenica. Confido che Paolo legga le nostre proposte, sarebbe anche per lui un ritorno a casa. Un cordiale saluto.
    Davide Fent

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