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Caldara: “Nessun mistero. Il prezzo di vendita delle azioni Serravalle è giusto”

Il vicesindaco e assessore al Bilancio, Adriano Caldara, spazza via dubbi e presunte ombre sulla congruità del “prezzo” attribuito alle azioni della società Serravalle, vendute qualche settimana fa dal Comune di Como a Regione Lombardia alla cifra media di 2,29 euro ciascuna.

Una scelta avvenuta soltanto pochi giorni prima che il Comune di Milano – grazie a una sentenza di Tribunale – spuntasse una cifra decisamente superiore: 2,7 euro ad azione. Differenza che, per le 360mila azioni vendute da Palazzo Cernezzi (pari allo 0,2% del totale), avrebbe portato – a questo punto in pura teoria – l’incasso per l’amministrazione dai reali 824.400 euro fino ai (virtuali) 972mila.

Dopo qualche accenno di polemica (qui l’intervista a Maurizio Traglio), è il vicesindaco e assessore al Bilancio, Adriano Caldara, che spiega la differenza di valutazione.

“Il Comune di Milano si è visto riconoscere una valutazione superiore delle azioni – spiega Caldara – per i cosiddetti diritti di governance. Significa che con il suo pacchetto, pari a circa il 18% rispetto allo 0.2% venduto da noi, ha anche diritto a un consigliere nel cda. Cosa non di poco conto, come è evidente, che naturalmente incide anche sui valori”.

“Inoltre – aggiunge l’assessore al Bilancio – non è stato certo soltanto il Comune di Como a vendere alla cifra 2,29 euro ad azione. La stessa Provincia di Como, così come la Camera di Commercio, il Comune di Pavia e altri enti ancora hanno ceduto alla stessa valutazione. Tutto spiegabile e trasparente, dunque”.

  1. Ambrogio Rossi

    Non è proprio così assessore Caldara,il Consiglio di amministrazione della Società ha fissato il valore di liquidazione in euro 2,29 per azione, ma la Giunta del Comune di Pavia non ha aderito alla proposta, tenuto conto che la stessa è qualificata come “prima valutazione preliminare”.
    La Giunta del Comune di Pavia ha deliberato di chiedere una perizia sul valore delle azioni possedute dall’Amministrazione nella società “Milano Serravalle-Milano Tangenziali” per poter procedere nell’iter di vendita.
    Cosa che Lei non ha ritenuto di fare, ed è grave!

  2. Il concetto di “prezzo giusto”, come del resto “giusto salario”, fanno parte della filosofia tomaica e in seguito della Dottrina sociale della Chiesa. Non hanno trovato applicazione pratica perché in un un economia di mercato per entrambi i contraenti, evidentemente, il proprio prezzo è quello giusto.
    Quindi le riserve permangono e, oltre a quelle spiegate magnificamente nel commento precedente, sono sorpreso che la partecipazione al CdA sia tra i fattori che incidono così sensibilmente nel prezzo. Non l’avevi mai sentito.
    Diciamocelo tutta. Gli Amministratori di Pavia e Milano sono stati meno superficiali di quelli di Como.

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