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Casette, stand, folla: il Natale simil-Balocchi strega Lugano. E la Lega vuole anche le luci

Nota: Credit fotografici pagina Facebook ufficiale Lugano Eventi

Il primo passo potrebbe essere stato compiuto lo scorso 19 dicembre, quando il consiglio comunale di Lugano ha accolto la mozione dell’esponente Ppd, Giovanni Albertini, per ripristinare le fontane dai getti colorati immerse nel Ceresio, tolte esattamente 20 anni fa per lasciar spazio alla riproduzione lignea del San Carlino, un’opera temporanea firmata dall’architetto Mario Botta per commemorare i 400 anni dalla nascita di Francesco Borromini.

Ma la vera partita sulla Lugano natalizia si giocherà nelle prossime settimane, quando l’assemblea della città ticinese discuterà una seconda mozione. Quella dell’esponente della Lega dei Ticinesi, Andrea Censi, che ha proposto di importare oltreconfine, già nel 2019, il modello comasco o almeno qualcosa di molto simile alla Città dei Balocchi lariana per quanto riguarda l’illuminazione degli edifici storici e monumentali del centro.

Como piazza Duomo cerimonia di accensione delle luci di Natale della Città dei Balocchi

Una voglia di emulare l’evento comasco che ha trovato nuova linfa, tra le altre cose, nell’entusiamo suscitato tra i cittadini, e forse ancor più tra le associazioni dei commercianti, dall’edizione in corso della manifestazione luganese “Natale in piazza”, che quest’anno ha portato già una “ventata lariana” in riva al Ceresio con le casette in legno in piazza Manzoni, gli chalet enogastronomici in piazza della Riforma, il gigantesco caleidoscopio nella piazza Luini del Lac e molte altre attività di animazione e intrattenimento.

Un successo che – come riporta il giornale la Regione – ha fatto parlare il segretario dell’Associazione di via Nassa, Mario Tamborini, di “riscontri molto positivi” grazie al “nuovo allestimento della manifestazione e al villaggio di piazza Manzoni che hanno sicuramente influito molto positivamente”.

Con il corollario delle dichiarazioni, riportate sempre da la Regione, di Andreas Aveboni, presidente dell’Associazione commercianti ambulanti ticinesi: «La risposta da parte dei nostri associati è stata molto positiva – sono state le sue parole – Riteniamo che il dialogo tra i commercianti ambulanti e la Città si è consolidato, offrendo spunti senz’altro positivi per migliorare ancora di più le condizioni professionali e lavorative degli ambulanti. Abbiamo ricevuto un riscontro altrettanto positivo sulle migliorie logistiche, penso alle casette, e sul supporto di marketing del Comune”.

Anche il titolare del Dicastero alla cultura di Lugano, Andrea Baldaracco, sul Corriere del Ticino di due giorni fa si è espresso positivamente su un eventuale approdo in svizzera del modello Balocchi, pur rimarcando che illuminare gli edifici della città come avviene a Como è oggi impensabile per i costi, che nel capoluogo lariano come noto sono sostenuti dai privati radunati nel Consorzio Como Turistica e negli Amici di Como oltre che da alcuni contributi di enti e soggetti pubblici (Comune di Como, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo per citarne tre).

Tra poche settimane, comunque, la mozione della Lega dei Ticinesi sull’illuminazione degli edfici luganesi sarà discussa in aula. E chissà che il modello Balocchi non compia un altro passo verso il confine.

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