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Cernobbio, il doposcuola è un flash: solo 24 ore per dire sì o no. E Furgoni va all’attacco

Ricomincia l’anno scolastico, le classi tornano a riempirsi e nell’arena politica di Cernobbio si rinfocolano le polemiche. Ultimo terreno di scontro è l’avvio del servizio di doposcuola tenuto dal Comune e in partenza in questi giorni.

Ieri sera, infatti, la pagina Facebook di “Con noi per Cernobbio”, lista dell’ex sindaco, oggi consigliere di minoranza, Paolo Furgoni, ha ripubblicato una circolare distribuita “brevi manu” alle famiglie della Scuola dell’Infanzia di Rovenna, ieri, 1 ottobre.

Nel documento, un avviso alle famiglie preiscritte al servizio doposcuola, si richiede di confermare l’adesione al servizio a strettissimo giro, entro il giorno successivo (oggi).
Si descrive anche la modalità in cui il servizio verrà somministrato, secondo un protocollo d’intesa tra Comune e Istituto Comprensivo Como Cernobbio, dalla cooperativa comasca “Questa generazione” aggiudicatasi l’incarico, “previo affiancamento da parte del personale della scuola”.

Nella circolare si avvertono le famiglie che “Non è ammesso l’uso saltuario e occasionale del servizio” e che “La priorità verrà data ai bambini che l’anno scorso hanno usufruito del servizio in forma continuata”.

Tutti elementi sufficienti per scatenare le critiche di Furgoni: “Lasciamo stare il fatto che il servizio di doposcuola era stato garantito dal 1 di ottobre e siamo al 3, ma nessuno si straccia le vesti per questo. Nella comunicazione alle famiglie non viene fornito alcun tipo di chiarimento circa un servizio che quest’anno è fondamentalmente nuovo, non è più in carico alla scuola ma al Comune. La richiesta di conferma a così stretto giro poi mette in difficoltà i genitori”.

Di seguito, il testo del post a commento della circolare

Veniamo a conoscenza di genitori messi in difficoltà per modalità e tempistiche con cui sono stati informati dell’apertura del servizio di doposcuola, avendo ricevuto solo oggi una lettera che chiede l’adesione per domani, senza conoscere in dettaglio il servizio.
Cosa si intende per divieto di uso saltuario e occasionale del servizio? Quali i limiti entro cui muoversi? Come è strutturato il servizio e da chi sarà svolto?
Domande semplici a cui rispondere se gli uffici avessero dato la possibilità ai genitori di informarsi.
Il Comune non ha organizzato il servizio in tempo, nonostante ne avesse tutta la possibilità.
Il servizio dovrebbe essere strutturato con maggiore flessibilità, rispondendo alle reali esigenze dei genitori.
Ci chiediamo se non sia possibile posticipare l’adesione e consentire una certa flessibilità nella fruizione del servizio per aiutare i genitori.
Ancora una volta un’ottima opportunità si trasforma in una criticità per le carenze dell’amministrazione.

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Per Furgoni, oltre a maggiori dettagli, sarebbe auspicabile più flessibilità per i genitori che vorrebbero usufruire del servizio: “Nel documento si fa riferimento al fatto che verrà data priorità ai bambini già utenti del doposcuola che potrà essere frequentato solo in forma continuativa. Si tratta di un sistema rigido che dovrebbe aiutare i genitori”.

In generale, poi, per l’ex sindaco, le modalità in cui l’avviamento del servizio, la richiesta di adesione a brevissima scadenza, denotano una mancanza di comunicazione tra l’amministrazione e le famiglie, oltre che una cattiva gestione dei tempi amministrativi.

“In generale, l’introduzione in questo modo del servizio pare essere calata dall’alto, senza aver ascoltato i bisogni dei genitori, nonostante una nostra interrogazione in consiglio la settimana scorsa – spiega Furgoni, che, in un’intervista a ComoZero Settimanale, già recriminava una certa unilateralità esecutiva nel modo di agire della giunta guidata dal sindaco Matteo Monti – questo caso, come il bando dell’Onda, fatto in ritardo, dimostrano una cattiva gestione dei tempi. Di conseguenza, poi, con la fretta, i servizi non partono o partono male”.

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