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Clamoroso addio, Marker annuncia il proprio funerale. Omicidio o suicidio? “No comment”

“I fondatori, gli amici e affezionati comunicano con dolore la prematura scomparsa di Marker. La data, il luogo e i celebranti del funerale verranno annunciati nei prossimi giorni. Marker lascia le tracce luminose del suo ricordo nel buio comasco”.

Con queste poche righe comparse sulla pagina Facebook, un necrologio, Marker dice addio alla scena comasca. E la città perde una delle anime più genuine e creative che l’hanno animata negli ultimi anni. 

Quasi riduttivo definirlo un semplice gruppo di produzione culturale e organizzazione eventi. 

Sono quelli che, per dire, negli ultimi cinque anni sono riusciti a svuotare la platea del Teatro Sociale delle sue poltroncine di velluto rosso per riempirla di musica, luci e ragazzi under 35 portando nomi come MYSS KETA, Clap!Clap! Demonology HiFi e Daddy G. 

Foto dalla pagina Facebook di Marker

Quelli che hanno inventato il WOW Music Festival che, per quattro anni, ha portato musica e eventi al Tempio Voltiano prima di arenarsi, l’anno scorso, contro le difficoltà organizzative del Comune. Quelli che hanno animato con le loro iniziative il Lighting Design Festival.

Wow: specie rara, da proteggere. Come i panda. Che diventi una “Como Events Commission” 

Quelli che, insomma, se sul serio li perdiamo è il caso di dichiarare il lutto cittadino. 

Como secondo giorno di Wow music Festival ai Giardini a Lago, Ghemon

Impossibile, purtroppo, sperare di saperne di più da Michele “Mitch” Mandaglio (anima di Marker insieme a Stefano Lattanzi, Matteo “Taz” Montini e Franco Passalacqua): “Non possiamo dire nulla al momento. Usciremo a breve con un comunicato stampa e lì ci sarà da divertirsi – è il suo unico commento – Marker è morto e ora bisogna fargli il funerale”.

È morto o è stato ucciso? “Non posso rivelarlo – conclude Mandaglio – posso solo dire che è morto. Speriamo che la gente si unisca al nostro cordoglio”. 

  1. Luisa Corti

    Se ne sentirà la mancanza.

  2. C’è uno strano virus che colpisce Como. Tutto ciò che serve per fare uscire la città dal “sonno profondo” in cui versa è sistematicamente osteggiato a patto che non sia funzionale agli affari dei soliti bottegai.
    A Mitch e ai suoi amici ricordo che chi è in coma non può uccidere nessuno. Prima di seppellire Merkel, aspettate. Fatelo per quelli che non vogliono morire a Como dopo aver visto solo quattro vetrine e nulla più…

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