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Combattenti in umido: la bocciofila di via Balestra tra infiltrazioni e caldo tropicale

Nome migliore, in effetti, non lo si poteva trovare: Bocciofila Combattenti. Perché loro, gli appassionati di bocce (ma anche di carte e chiacchiere in compagnia) che dal 1949 frequentano i due campi di via Balestra, sono anni che combattono incessantemente contro l’oblio in cui questo piccolo gioiellino sembra essere sprofondato da anni.

 

“Abbiamo scritto moltissime volte in Comune in tutti questi anni, ma non è cambiato niente – racconta il neo-presidente Giuseppe Corti – questo posto è un’oasi, ma purtroppo non è possibile utilizzarlo come meriterebbe: in estate all’interno ci sono sempre almeno 40 gradi, è impossibile giocare e gli stessi campi si spaccano per il troppo caldo.

E quando piove dobbiamo mettere i secchi per raccogliere l’acqua che entra dai buchi del tetto. Per non parlare della pioggia che cola lungo i muri quando la gronda si riempie durante i temporali, è una cascata”.

E in effetti la sensazione, superato il giardino in cui tra tavoli di giocatori di carte una casetta dimenticata racconta di quando qui giocavano anche dei bambini, è quella di trovarsi in una serra: tetto e pareti in ondulina semitrasparente, nessuna finestra (“A parte tre pannelli che abbiamo trasformato in finestre scorrevoli”, spiega l’ex-presidente Domenico Piscitiello), buchi nella copertura, infiltrazioni di umidità che arrivano fino ai campi e un’aria soffocante.

E così in estate non si gioca e in inverno si spera che non piova, e intanto si sistemano i campi: “Avevamo anche pensato di realizzare campi sintetici per evitare la manutenzione annuale – spiega il consigliere (e anima della Bocciofila) Marco Zampieri mostrando i segni lasciati dall’umidità – ma, al di là dei costi, le infiltrazioni dal tetto li rovinerebbero e allora tanto vale”.

Ed è un peccato, perché questo angolo di città nascosto tra il Museo Giovio e la Torre di San Vitale, anche così maltrattato e trascurato riesce a riunire una trentina di soci, tutti signori di una certa età ma con lo spirito da veri combattenti, e anche qualche donna.

“Il martedì sera gioca qui un gruppo di signore e ora tra i soci abbiamo anche un buon numero di giocatori di carte – spiega Corti – anzi, speriamo che il progetto di realizzare nell’ex-ristorante Combattenti la caffetteria del museo non tolga spazio ai nostri tavoli esterni perché questo è un punto di ritrovo importante per gli anziani del centro, e non solo”.

Non resta che resistere, e aspettare che qualcuno si ricordi di loro.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Quanto pagano pagano l’utilizzo della struttura?

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