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Como, Bottone (Dc) e la guerra alle Zone 30: “Troppe e pericolose”. Esposto al prefetto

Il “rifondatore comasco” della Democrazia Cristiana, l’ex consigliere comunale Luigi Bottone, va alla guerra contro il proliferare del limite a 30 km/h a Como città e sottopone il caso alla Prefettura con un esposto.

“La sicurezza stradale è un tema importante e da non sottovalutare – afferma Bottone in una nota – E’ doveroso impostare limiti di velocità adeguati alla tipologia della strada e della zona e nel rispetto, ovviamente, del Codice della Strada. Si è favorevoli all’individuazione delle “zone a 30 km/h” ove ve ne siano le reali necessità (come in zone turistiche, vicino a zone pedonali, scuole, parchi per bambini, ospedali ecc) ma non si è assolutamente d’accordo quando si scelga di imporre arbitrariamente su tutte le principali strade di scorrimento e collegamento, un limite max di 30 km/h (senza che tale scelta sia seguita da alcuna relazione e perizia tecnica che dimostri veramente la necessità di tale misura)”.

Nel mirino democristiano c’è Palazzo Cernezzi. “Il Comune di Como – prosegue infatti Bottone – in questi ultimi mesi ha purtroppo deciso di generalizzare tali limiti a quasi tutto il territorio comasco. Tale scelta, oltre ad essere contraria alle circolari ministeriali (nota del Ministero dei Trasporti con nota prot.n. 777/06), non ha nulla a che fare con la sicurezza dei cittadini”. Anzi, secondo l’ex consigliere comunale l’abbassamento del limite in alcune zone di Como “è risultato essere pericoloso per gli automobilisti stessi, per la salute umana e per quella ambientale. Pertanto si è stati costretti a relazionare alla Prefettura di Como quanto riscontrato”.

Tra i rilievi mossi contro l’imposizione a raffica del limite a 30 Km/h “la formazioni illogica di lunghe code di veicoli, un maggiore consumo di carburante (per le aree in salita, dovendo utilizzare “marce basse”), maggiore emissione dei PM10, maggiore consumo del materiale di scarto rilasciato dalle pastiglie dei freni (per le aree in discesa dovendo continuare a frenare)”.

In conclusione, dunque, secondo Bottone “la scelta di estendere questo provvedimento a tutto il territorio comasco ( come da foto scattate sulle diverse strade) necessità di essere rivisto e rimodulato perchè non ha nulla a che vedere con la sicurezza delle persone”.

  1. Ettore

    Fermi con le 4 frecce da un ventennio inutile ribadire che il concetto o “regola” di qualcuno si e’ dovuta osservare al succedersi di ogni giunta quasi fosse “verbo” cio’ che faceva e gestiva il responsabile della viabilita’ a Como.
    Le innumerevoli lettere e segnalazioni alla Prefettura forse per effetto del famoso “Titolo quinto” non hanno sortito effetto !!!
    ma e’ il nostro unico interlocutore istituzionale piu’ prossimo e’ il Sig. Prefetto a cui ancora una volta ci rivolgiamo affinche’ riconosca lo stato latente ed insicuro in cui versa da anni orsono la viabilita’ e la sicurezza stradale di Como

  2. Gigi

    Cosa non si fa per un po’ di visibilità. Moderno Don Chisciotte!

  3. antonio

    la Democrazia Cristiana!!!???????proprio nulla a cui pensare!

  4. Alex

    Poi non vi lamentate se vi arriva una bella multona 🙂 . Rispettate i 30 km/h, vi raccomando :)))

  5. COcittadino

    Proprio un bel biglietto da visita basato sul nulla per presentarsi. Ma dove ha visto tutte queste zone 30 a Como? Ma dove ha letto che nelle zone 30 aumentano Le emissioni e consumi? gli svizzeri sono completamente rimbambiti quando impongono la diminuzione della velocità in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico

  6. Andreab

    Magari ci fossero tutte queste zone 30!!!

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