Attualità

Fondazione Volta, tutto da copione: Levrini presidente, Pizzagalli vice

Clima di festa e strette di mano. Malesseri e dubbi spazzati in fretta. Questa mattina abbracciato dalle azalee e dal cedro secolare di Villa del Grumello si è insediato il nuovo CdA di Fondazione Volta. Pare passata un’era geologica dalle tensioni degli ultimi giorni, tra nomine, nominati, palazzi e poteri incrociati:

FONDAZIONE VOLTA, LE TAPPE

Luca Levrini

Ma, infine, va bene così. Come da anticipazioni sono stati incoronati il medico e docente Luca Levrini, presidente, e vice Francesco Pizzagalli (presidente Gruppo Alimentari di Unindustria, della Fumagalli Salumi di Tavernerio).

Mauro Frangi

Levrini, istituzionalissimo, spiega: “Ho fortemente ringraziato il mio predecessore, Mauro Frangi, e tutto il vecchio board. Ora ho bisogno di tempo per capire a che punto siamo ma certo dobbiamo lavorare in fretta. Non voglio stravolgere quanto fatto fino a oggi però dobbiamo lavorare per dare un’identità a questo Cda bisogna arricchire l’ente con una visione diversa”.

Primo obiettivo? “Come dicevo voglio approfondire ma sicuramente dobbiamo tornare al mandato pieno di Fondazione e coinvolgere tutte le scuole, non solo l’Università, nel percorso di divulgazione della cultura scientifica. Penso a tutti i livelli di istruzione, a partire dalle elementari”.

Si è chiuso anche il caso Castelli (qui la vicenda“Era seduto di fianco ca me. Sono contento che sia tra noi, ritengo sia un valore. Rispetto a quanto avete pubblicato in queste settimane avremo tempo e modo di riflettere e confrontarci”.

Abbiamo pubblicato la relazione del suo predecessore dove si evidenziano le voragini economiche “Appunto, ne parleremo e cercheremo di capire”

Dopo settimane di buriana anche dai soci di minoranza ampi segnali distensivi. Oggi tarallucci e vino per tutti, insomma. D’altronde dopo tre anni spesi quasi interamente per ripianare i buchi l’orientamento generale è chiaro: la potentissima Fondazione deve tornare ad agire, la fuga del Politecnico da Como è stato un segnale fin troppo doloroso.

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