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Como, la Lega chiude il centro migranti. Caritas di nuovo non avvisata: “Stupore e amarezza”

Ancora una volta, Caritas Como ha dovuto apprendere in seconda battura – o forse anche in terza – della clamorosa decisione assunta oggi al ministero dell’Interno: la chiusura entro fine anno del centro migranti di via Regina. E ancora una volta, esattamente come 24 ore fa in occasione del trasferimento dei primi 70 migranti tra Settimo Torinese e l’Emilia Romagna, il direttore della Caritas, Roberto Bernasconi, non nasconde la sorpresa e il dispiacere per quanto accaduto.

Nei prossimi giorni, a bocce ferme – o almeno ad acque chetate – è probabile che la Diocesi faccia sentire la sua voce per tutto quanto accaduto.  Ma intanto, Bernasconi – da noi interpellato – sottolinea come che la decisione di chiudere definitivamente il campo è stata presa “nel corso di una riunione di cui Caritas, pur collaborando alla gestione del campo, non era assolutamente al corrente”.

Ma non basta. Il direttore della Caritas diocesana di Como ha ribadito “lo stupore e l’amarezza espressi già ieri per una scelta che si fatica a comprendere, considerato l’impegno personale e umanitario di Caritas, associazioni e persone di buona volontà profuso in questi anni e che hanno sempre assicurato il rispetto della legalità e della dignità delle persone”.

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