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La vergogna del Tempio Voltiano e il progetto di Fondazione Volta: “Spazio di alta tecnologia”

Tra le tante iniziative in agenda per il 2019, presentate oggi a Villa del Grumello, Fondazione Volta torna a occuparsi del Tempio Voltiano.

Orgoglio (lo scienziato) e vergogna (il mausoleo al suddetto dedicato).

Orgoglio&Vergogna di una città che, con una forma di spavalderia quasi autolesionista
, è riuscita nell’intento di farsi vanto di aver dato i natali a cotanto genio (ricordate i cartelli “Como città di Alessandro Volta” posizionati sulle strade di accesso alla città l’anno scorso?) avendo, nel contempo, il museo a lui dedicato chiuso per metà da quattro anni (e con l’altra metà puntellata e in condizioni penose, inutile negarlo).

Ecco, non aspettatevi che Fondazione Volta prenda in mano il cantiere perché quello, come detto chiaramente dal Presidente Luca Levrini e dal Direttore Claudia Striato, “è un progetto che richiede delle competenze specifiche che noi non abbiamo ”.

Claudia Striato

Progetto che, detto per inciso, è sul tavolo dell’Assessore Vincenzo Bella da tempo in attesa che avvenga il miracolo e partano i lavori promessi entro quest’anno (e siamo a novembre).

GALLERY-SFOGLIA

Quindi, di che proposta si tratta? “Abbiamo dato mandato alla società Cultura&Valore, il cui referente scientifico è Pietro Petraroia, di fornire entro metà dicembre un progetto esecutivo (quindi idee ma anche, a differenza del passato, una stima dei costi per potersi attivare nella ricerca di finanziamenti) con lo scopo di presentare un progetto concreto per adeguare il Tempio alle esigenze museali moderne. Petraroia si sta confrontando con tutti i possibili referenti per raccogliere il maggior numero di input per la stesura di questo progetto e, ovviamente, anche con il Comune per bilanciare questa proposta con la ristrutturazione del Tempio”.

“Ovviamente – tiene a precisare Claudia Striato – stiamo tenendo in massima considerazione il lavoro e i progetti fatti anche in passato dalla Fondazione e l’aver coinvolto l’Amministrazione comunale fin dalla fase progettuale ci fa ben sperare”.

Luca Levrini

Oggi vediamo turisti arrivare dalla stazione e dirigersi direttamente verso il centro. Ci piacerebbe, invece, che decidessero di andare per prima cosa a visitare il Tempio e da lì iniziassero un percorso di scoperta della città. Per questo, l’altro tema di questa proposta che faremo– aggiunge Levrini – è l’inserimento del Tempio in un percorso turistico che colleghi tra loro tutti i luoghi presenti in città riconducibili a Volta (la casa, il faro, la torre Gattoni, il Liceo Classico, la chiesa di San Donnino e il monumento di Libeskind)”

Il Tempio Voltiano, però, è un equilibrio molto delicato: uno spazio piccolo e un allestimento storico che vale la pena mantenere. Come pensate sia possibile far coesistere il rispetto per il monumento e le esigenze di modernizzazione?
Personalmente – dice Levrini – mi piace immaginare uno spazio esterno introduttivo con video e applicazioni di alta tecnologia in cui prepararsi ala visita senza toccare in maniera sostanziale l’allestimento.

Nel progetto per i nuovi giardini a lago, a parte la generica dedica a Volta della “Battery”, il Tempio non è stato preso in considerazione. State valutando l’ipotesi di poter sfruttare questo nuovo edificio (destinato , per ora, alle attività di ristorazione) per creare questa “premessa tecnologica” al Tempio e, magari, dei laboratori didattici?
E’ un’ipotesi da valutare attentamente. Il dottor Petraroia si sta confrontando con il Comune. Vedremo l’esito di questo dialogo a dicembre.

Parlando di Volta in relazione con il territorio, avete ipotizzato di creare un legame con un suo coevo di cui si concludono in questi giorni le celebrazioni per il bicentenario della nascita, il compositore Francesco Pasquale Ricci?
E’ un tema interessante. La Fondazione Volta patrocinerà la giornata di studi in programma al Conservatorio quindi il rapporto è già iniziato. Il nostro progetto è portare nelle scuole i cittadini che hanno fatto la storia di Como: Volta, Plinio il Vecchio e, naturalmente, anche Francesco Pasquale Ricci.

Nel frattempo, Fondazione Volta sarà impegnata in altri progetti. Ambiziosi in effetti. Oltre all’organizzazione di convegni scientifici (20 solo nel 2018), tra gli obiettivi c’è l’organizzazione del primo Lake Como Light Festival (esito della fusione del Festival della Luce con il Lighting Design Festival e l’Energy Forum) che avrà come tema la luna, il consolidamento della Scuola di Como e della Lake Como School (la prestigiosa iniziativa di formazione post- universitaria giunta ormai alla sua sesta edizione che, dall’anno prossimo, vuole aprirsi alla città con incontri scientifici aperti al pubblico e rivolti alle scuole).

Fondazione Volta è stata scelta anche come anche coordinatrice del piano strategico per la nuova Camera di Commercio Como-Lecco (le cui competenze saranno anche in campo culturale e di valorizzazione del capitale umano) che verrà presentato entro fine anno. Si è, invece, appena conclusa la seconda edizione del progetto “Sulle Orme di Volta” realizzato in collaborazione con l’associazione Sentiero dei Sogni: guidati da Pietro Berra, 900 partecipanti hanno scoperto i luoghi voltiani meno noti lungo sei itinerari diversi.

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