Attualità

Como: milioni di auto e un inferno di rumori sulle strade. Le vie del frastuono: nomi e dati

Sono impressionati i numeri contenuti nel nuovo Piano di contenimento del rumore stradale appena approvato dalla giunta di Como. Il progetto è stato messo a punto dalla società “TerrAria” di Milano assieme a un gruppo tecnico del Comune formato da Luca Baccaro e Vania Zorzella.

Basta scorrere i primi paragrafi per imbattersi immediatamente in una serie di dati “spaventosi”. Nello specifico, quali e quante siano le strade su cui insiste un traffico veicolare superiore a 3 milioni di mezzi all’anno.

L’elenco lo vedete nelle due immagini sotto, ma basti sapere che sono 33 le arterie che rientrano in quel carico di traffico gigantesco con via Grandi che – superando i 10 milioni di veicoli all’anno – svetta su tutte ma diverse sono oltre quota 9 milioni (viale Roosevelt, Napoleona e via Castelnuovo), tre che vanno dagli 8 milioni ai 7 milioni (rispettivamente viale Masia 8, poi via Piave e viale Innocenzo a 7) e tantissime altre molto sopra i 3 milioni riferimento. Qui sotto, come detto, l’elenco.

Ma il tema centrale dello studio è centrato sul rumore prodotto dal traffico sulle strade. E anche qui, i numeri sono eclatanti. Evitando di scendere nei dettagli ultratecnici, lo studio offre ancora una volta una tabella chiara ed eloquente. Dal mix di numerosi dati – in gran parte legati al superamento dei decibel rispetto alle norme e in relazione alle caratteristiche urbanistiche della strada analizzata – è stato elaborato il cosiddetto “indice di priorità” rispetto alle strade più critiche per i residenti. In pratica, le arterie dove il rumore rischia di essere dannoso per la salute o più semplicemente difficile da sopportare.

Ebbene, come si vede anche in questo caso con le due tabelle appena sotto, in una scala da zero a crescere, è la Napoleona (con un indice di priorità pari a 12.270) a essere largamente quella dove servirebbero interventi di riduzione del frastuono. Segue via Bellinzona con 9.229, poi la Varesina con 8.500 e in una quarta poco invidiabile posizione la Canturina con 5.908. A scendere le altre (schede sotto).

Le misure per interventi di riduzione dell’inquinamento acustico? Lo studio ne indica alcune, nella prospettiva dei prossimi 5 anni. Per la Napoleona vengono ipotizzati maggiori controlli sul rispetto del limite di velocità fissato a 50 Km/h (oggi la velocità media è attorno ai 60, con inevitabile maggior rumore).

Per la zona della Varesina, si ripongono speranze nelle opere di urbanizzazione che comprendono interventi di rifacimento della sede stradale tra via Badone e via Della Bastiglia, la sincronizzazione dei semafori nel tratto oggetto di intervento e la futura realizzazione di una nuova rotatoria in sostituzione del semaforo esistente all’intersezione tra via Varesina e via Lissi. “Gli interventi di rifacimento della sede stradale – si legge nello studio – comprendono opere di traffic calming quali rialzo della pavimentazione in prossimità delle intersezioni per il rallentamento del traffico, isole spartitraffico, restringimento della carreggiata e nuovi attraversamenti pedonali”.

Nella zona di via Bellinzona, previste zone 30 (Interlegno-Amoretti) e, nel tratto terminale verso la dogana, “la ridefinizione dell’attuale tracciato come asse di quartiere con carattere di strada urbana in zona residenziale, terziaria e commerciale”.

Canturina: nel Pgt previste la ristrutturazione di via Canturina tra via Acquanera e il Cimitero con rotatorie. Viale Masia: prevista una zona 30 tra piazzale Somaini e viale Rosselli con riduzione della carreggiata e la realizzazione di una pista ciclabile; prevista inoltre “la riduzione della larghezza della carreggiata nel tratto fra viale Rosselli e via Recchi a seguito di formazione di pista ciclabile con traslazione di posti auto”.

Inoltre sono allo studio degli uffici comunali interventi sui serramenti al fine di migliorare il clima acustico/energetico per le seguenti strutture scolastiche:
– Scuola Secondaria di Primo Grado “U. Foscolo” Via Borgovico, 193
– Scuola Primaria “C. e G. Venini” Via Fiume, 2
– Scuola dell’infanzia di Via Varesina, 36
– Scuola dell’Infanzia Raschi in Via Raschi
– Scuola Secondaria di Primo Grado “G. Parini” in Via Gramsci, 6
– Scuola dell’Infanzia “G. Garibaldi” in Via Briantea, 4
– Asilo nido Coccinella in Via Bellinzona 76

Qui di seguito, infine, i costi degli interventi citati (ove finanziati).

  1. l’armando

    Gentile e sempre attento Caso,
    le tabelle comparative che propone nel Suo articolo, sono carenti (a mio avviso) di dati che possano evidenziare la quantità di benzene, benzopirene, ossido di carbonio
    e particolato. Ritengo che questi composti possano integrare lo studio dando un valore al fine di salvaguardare a tutto tondo la salute dei cittadini.
    Chiedere ai tecnici di fornirli credo sia un obbligo perché consapevolizzare significa salvaguardare.

  2. Carlo B

    Dati drammatici, ma che verranno sicuramente ignorati sia dalla politica che da una larga fascia di cittadini
    L’importante sarà chiedere più parcheggi, millantare il presunto diritto di andare ovunque con la propria auto, in pochissimi peroreranno il potenziamento del trasporto pubblico e dei parcheggi esterni ….. avanti Savoia

  3. Rumi

    Carissimo l’Armando, se si commissiona uno studio per l’impatto acustico i dati sono più’ che pertinenti; se vuole i dati da lei elencati e che sicuramente sono da studiare, allora si commissionano altre indagini di inquinamento dell’aria, che attualmente sono di pertinenza dell’Arpa. Stiamo parlando di due cose differenti uno è contare le mele altro è contare tutti i frutti. Quindi i dati del sig Caso sono pertinenti con l’oggetto Della studio commissionato!

  4. l’armando

    Gentile Rumi
    Giusto l’articolo, riprende tabelle di impatto sonoro sulle nostre vie ma se permette, ci avviciniamo al periodo peggiore dell’anno cioè: la conta delle famigerate polveri sottili – biossido di azoto – analisi poco in uso quali i benzeni e benzopireni ( ben più invalidanti di quelli fonici).
    Tutto serve, ci mancherebbe, però ARPA invii almeno settimanalmente ai giornali gli studi – solo così i cittadini avranno la consapevolezza della salubrità oppure no dell’aria.

  5. Rumi

    Concordo con Lei Armando, oltretutto essendo un chimico, conosco bene la pericolisita’ delle sostanze da lei citate, ciò’ non toglie che la pertinenza della salubrità dell’aria, sia di competenza di ARPA la cui risposta sarà sempre la solita “non abbiamo fondi”. L’unica possibilità che abbiamo è riprenderci la sovranità civica con manifestazioni apolitiche tipo Roma.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata