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Como, nuovo raid degli “animalisti spray”: come ridurre una battaglia al puro vandalismo

Al di là del messaggio – condivisibile o meno, ognuno avrà la sua legittima opinione – una cosa di sicuro hanno prodotto i vari raid riconducibili alle frange estreme dell’animalismo: una larga avversione per i metodi utilizzati.

Anche oggi, infatti, si segnala l’ennesimo “colpetto” dei vandali armati di spray: sulla pavimentazione di viale Cavallotti è apparsa una grossa scritta di colore blu con la scritta “Animali liberi”. Le piogge annunciate per questo fine settimana potrebbero aver già cancellato o almeno ridotto di molto l’impatto entro poche ore, ma il punto non è questo.

 

Con la serie di vandalismi compiuti negli ultimi giorni in città – a partire da quello davvero inquietante contro la pellicceria di piazza San Fedele a colpi di vernice rosso-sangue, passando dallo sfregio al palazzo di via Miani e dal colpo in via Torriani – il messaggio che gli anonimi autori volevano veicolare è passato decisamente in secondo piano. Anzi, a giudicare anche dai commenti che i nostri stessi lettori hanno lasciato qui e sulla pagina Facebook del giornale, è pressoché scomparso. Lasciando emergere, per converso, un tema condiviso: il no fermo a questo tipo di azioni contro beni e immobili privati e pubblici.

Chissà se questo basterà per fermare gli “animalisti spray”, è legittimo dubitarne. Ma, in questo secondo caso, l’esito sarebbe bizzarro: perché trasformare una campagna che, in quest’epoca, non sembra poi nemmeno così impopolare (il no alle pellicce, la difesa degli animali ecc) in un pazzesco autogol, alienandosi sul nascere la stragrande maggioranze delle possibili simpatie, è tutto fuorché un grande successo.

Resta solo vandalismo. Contro se stessi, per giunta.

EDIT 15.29

“Imbrattare vetrine ed edifici non è solo un gesto di inciviltà e povertà culturale, ma diventa un atto intimidatorio che non rispetta il valore degli imprenditori del settore, che dà da lavorare a numerose famiglie italiane”. Sui recenti vandalismi che hanno colpito negozi e palazzi di Como interviene Roberto Scarpella, Presidente dell’Associazione Italiana Pellicceria.

“A Renèee Pellicce, a Elsa Oldoini e al Laboratorio Pellicceria Rossana mandiamo tutta la nostra solidarietà – aggiunge – Queste attività svolgono le loro attività nel pieno rispetto delle leggi e che devono essere tutelati come tutti gli imprenditori che con il loro lavoro sostengono l’economia del nostro Paese”.

“Questi sono atti inqualificabili, tutta la filiera del settore pellicceria, le cui tradizioni e capacità professionali sono una tipica espressione del Made in Italy apprezzatissimo all’estero, agisce in piena trasparenza e offre un prodotto tracciabile, certificato e sostenibile. Esprimere civilmente le proprie idee è ben diverso dal danneggiare le attività, le nostre come quelle legate all’alimentazione e alla ricerca scientifica” .

  1. Benita Fumagalli

    Non c’è da commentare , perché gl’imbecilli non meritano alcuna attenzione !
    In questi ultimi anni sono andati sempre più scomparendo la buona educazione , i buoni principi , e dei valori importanti che un tempo qualificavano gli uomini veri .
    Coloro che compiono vandalismo in questi giorni dimostrano solo di non esserlo !

  2. Amici di greta o vandali?
    Sono tornati i writers perché la giustizia non aiuta?
    Beccateli e fate ripristinare i luoghi per com’erano!

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