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Coprifuoco De Gasperi. L’apocalisse di Giuliani: “Affari giù del 30%. Spiegatelo agli stranieri”

I comaschi hanno capito subito, purtroppo. Così le prenotazioni, dopo le 21.30, sono crollate: è un disastro. Aggiungiamo poi che gli stranieri rifiutano questa situazione e la rifiutano con durezza. Esigono un servizio turistico vero“.

Carmine Giuliani, portavoce dei titolari della piazza, è tranchant.

Il coprifuoco alle 23 – seguito a una lunghissima, estenuante per tutte le parti, storia politico/legale (qui tutti i dettagli) – avrebbe messo in ginocchio l’economia in piazza.

Vicenda articolata, partita da indagini fonometriche (i valori sonori generati dalla movida), in particolare la sera, e dalla battaglia di un un residente (appartamento affacciato sulla piazza) che ha avviato il contenzioso contro i locali e fatto domanda perché fosse deciso un “provvedimento urgente” per inibire le attività in zona.

Alla fine è stato il tribunale a sancire: Piazza De Gasperi, arriva il coprifuoco: silenzio assoluto dalle 23. Giuliani: “Così muore il turismo”.

PER UNA SINTESI:
QUI TUTTA LA STORIA

La decisione è arrivata lo scorso 21 giugno. Dopo tensione e carte, dopo mesi di trattative fallite è stato un giudice, Laura Serra, a stabilire le sorti della piazzetta che ospita la Funicolare.

Il magistrato ha accolto completamente l’istanza del cittadino: la piazza è stata silenziata a partire dalle 23.

La questione riguarda la salute, quindi supera ogni altro tipo di analisi. Il rumore serale e notturno non può, in alcun modo, aggredire il benessere delle persone.

PER APPROFONDIRE:
“Io, residente e proprietario in piazza De Gasperi. Sentenza giusta. Le colpe sono politiche”

Abbiamo chiesto molte volte al residente protagonista dell’esposto (persona che conosciamo e con cui abbiamo cordialissimi rapporti diretti) un confronto-intervista sul tema (anche per tramite dei legali che lo rappresentano).

Legittimamente ha scelto il silenzio. Così, per completezza, ripubblichiamo la lettera aperta che ha inviato lo scorso 25 giugno (unico intervento pubblico):

Coprifuoco in piazza De Gasperi. Lettera del residente: “Io solo e linciato. La mia verità”



Carmine Giuliani, viceversa, non sceglie il silenzio. Per nulla.

Lei duncia un calo drastico, decisivo: 30%. E’ sicuro?
Certo

Ci sono aziende che chiudono per una riduzione del giro d’affari intorno a queste proporzioni
Pensavo che il coprifuoco alle 23 ci penalizzasse alla lunga. Invece è successo da subito

Si spieghi
Nessuno, tra i clienti comaschi, prenota dopo le 21.30. E’ estate, le persone vogliono stare bene, vogliono tempo

Cioè?
Chi si siede alle 21.30 non accetta di alzarsi alle 23, ora del coprifuoco deciso dal Tribunale. Il cliente vuole mangiare in pace, vuole tempo

Quindi, quanto stima di aver perso?
Come ho detto circa il 30% del fatturato, forse più. D’estate il cliente mangia di sera, a pranzo fa caldo. Un’insalata leggera e via

State studiando una soluzione per le prossime stagioni. I dehor fonoassorbenti. Funzionassero, beh, buona mediazione in teoria

Non è un progetto prioritario

Come no? E’ vostro
Vogliamo lavorare, siamo disposti a accettare qualsiasi soluzione

In che senso, scusi? Era più battagliero solo un mese fa
Dobbiamo chiudere a mezzanotte in settimana e all’una nel weekend perché gli affari vadano bene. Speriamo il Comune capisca questa cosa e la renda regolamento

Che intende?
Che moltissime città turistiche non si limitano a assorbire le normative nazionali ma emettono un proprio codice. Como deve darsi un regolamento turistico che permetta deroghe in estate. Come lo spiego ai turisti che alle 23 li devo cacciare? Non capiscono e mi chiedono perché, a un metro di distanza, gli altri locali sono aperti. Dai, siamo seri

PER APPROFONDIRE
Piazza De Gasperi silenziata, terzo giorno. Video di un lettore: “Locali aperti a due metri”

  1. Luisa Corti

    Beh, il residente ha tutte le ragioni, va tutelato il riposo delle persone, poi uno la cena la fa prima e poi va al lago a passeggiare senza dare fastidio…

  2. giorgio

    Hanno sempre lavorato e gli affari sono sempre andati bene anche quando di tavolini fuori ne potevano mettere 0.

    3 anni fa il Comune ha rifatto la piazza dando loro la possibilità di metterli: possibilità che mi sembra stiano pienamente sfruttando. Bene, situazione win-win per entrambi.

    Gli affari a quanto pare sono talmente migliorati che ora è un problema anche il solo ridurre di 1 o 2 ore gli orari dei tavolini esterni?
    Non si può avere tutto dalla vita.

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