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Contro la solitudine della bilancia-fai-da-te c’è Rebbio: la riscossa dei produttori locali

Dimenticatevi la solitudine della bilancia fai da te e la cassa self, le albicocche del Marocco e le fragole a gennaio. Fare la spesa al mercato dei produttori di Rebbio (il sabato mattina nel parco dei Missionari Comboniani) è tutta un’altra cosa.

“Il mercato è nato nel 2008 e dal 2017 è gestito dall’associazione L’Isola che c’è – spiega Magda Morazzoni, responsabile dell’ufficio stampa – È un canale privilegiato tra produttori locali bio e consumatori e molti giovani si sono messi in gioco”.
Come Davide dell’Azienda Agricola La Runa di Erba, 40 anni, ragioniere mancato: “Nel 2010 ho affittato un terreno con 2 amici – racconta – Oggi siamo in 9 e coltiviamo frutta, ortaggi e cereali”.

Gli fa eco Valerio che, a 20 anni, è stato assunto a tempo indeterminato dalla cooperativa Si può fare: “Ho studiato a Minoprio. Mi occupo del mercato e lavoro in un terreno – racconta mentre pesa zucchine e dispensa sorrisi – Mi piace”.

A rompere l’incanto ci pensa Giacomo, 27 anni e un’azienda agricola di famiglia a Vertemate (la Rossini), con il suo realismo: “Non è tutto rose e fiori. Io inizio alle 6 del mattino e finisco alle 21, tutti i giorni, mentre i miei amici hanno il weekend libero. C’è un sacco di burocrazia e si guadagna pochissimo. Se tornassi indietro non lo rifarei”.

Sicuro? “In realtà la passione compensa tutto e vedere che la gente torna a comprare è la vera soddisfazione”.

La stessa passione che spinge Aldo del Casale Roccolo di Binago, faccia sorridente e lunga barba bianca: “Mi sveglio alle 4.30 per mungere le capre. Poi faccio il mercato”, racconta incartando formaggi. O quella di Maurizio e Barbara dell’Apicoltura Gallo di Tavernerio che portano le arnie a svernare in Liguria “e d’estate in Valtellina, per seguire le fioriture”. O di Pio, che ha il suo Podere Lucano in Basilicata “dove produciamo vino e olio. Vanno esauriti subito”, o Antonella dell’azienda agricola Granelli che arriva da Parma a vendere il suo parmigiano, che va a ruba.

Tutto bellissimo, ma l’insalata qui costa il triplo rispetto ai supermercati. Ne vale la pena? “Certo – risponde Sandro mentre è in fila – sosteniamo i produttori locali che hanno una sensibilità ambientale”.

“E poi c’è un’atmosfera rilassata e rapporti impensabili in un supermercato – aggiunge Manuel, carico di sacchetti – Conosci i venditori, puoi andare nelle loro aziende e vedere come lavorano. E mio figlio gioca invece che essere infilato nel seggiolino del carrello”. E l’antidoto allo stress della spesa del sabato è servito.

FOTOVIAGGIO-SFOGLIA (Intero fotoservizio: Carlo Pozzoni)

  1. Luisa Corti

    Mah, a km 0 la merce dovrebbe costare meno…

  2. Sara

    Merce raccolta il giorno stesso o il giorno prima e che non è stata nelle celle frigorifere per chissà quanto tempo, prima di arrivare sul banco del supermercato ed ammuffire poco dopo averla comprata. E vogliamo mettere il sapore?? Io compro km 0 da anni: spendo un po’ di più ma mangio solo cose naturali e non spreco nulla!

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