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Coprifuoco in Piazza De Gasperi, trattativa flop: nessun accordo. Tutti dal giudice il 14 giugno

Ogni possibile mediazione sembra si sia scontrata contro il muro di ragioni opposte e non conciliabili. Le tre settimane concesse dal giudice alle parti stanno per scadere (udienza il 14 giugno e non il 13 come ipotizzato inizialmente) ma Comune, arbitro, residente e esercenti di piazza De Gasperi non si sono mossi di un millimetro. Salvo acrobazie dell’ultimo minuto, sempre possibili, la strada è chiaramente segnata.

La questione è antica e ormai nota e nelle cronache parte da qui:

“Via i tavolini alle 22”. Riesplode il caso piazza De Gasperi. Giuliani e Tufano: “Una follia”

Lasciando le cronache bisogna tornare indietro di qualche anno e prendere in mano le indagini fonometriche (i valori sonori generati dalla movida) , in particolare la sera, e dalla richiesta di un di un residente (appartamento affacciato sulla piazza) che ha avviato il contenzioso contro i locali e ha fatto domanda perché sia avviato un “provvedimento urgente in corso di causa” con cui è stato chiesto al Comune di Como di inibire le attività sulla piazza per evitare il rumore serale e notturno.

Così tra minacce di licenziamenti collettivi,

Coprifuoco in piazza de Gasperi, annuncio choc: “Dietrofront o 48 licenziamenti”

e lettere pubbliche

Coprifuoco in piazza De Gasperi. Lettera del residente: “Io solo e linciato. La mia verità”

Nelle ultime settimane l’assessore al Commercio, Marco Butti, ha incontrato le parti, prima individualmente poi mettendole intorno a un tavolo.

Nessun margine di dialogo, a quanto pare. “Abbiamo proposto di tutto – lamenta Carmine Giuliani, portavoce degli esercenti – riduzione del 40% dei tavolini, chiusura a mezzanotte, presenza di steward per garantire la quiete oltre all’installazione di fioriere fonoassorbenti in attesa che il progetto di dehors con le stesse caratteristiche venga eventualmente approvato. Nulla di fatto”. Secondo l’esercente, dunque “Le colpe non sono solo nostre, abbiamo provato a tendere la mano ma al residente non basta. Lasciatemi dire che se vivi in viale Geno nell’estate del 2018 non puoi aspettarti situazioni di silenzio assoluto”.

COPRIFUOCO IN PIAZZA DE GASPERI: TUTTA LA VICENDA

“Che il nostro cliente venga raccontato come il nemico del turismo pare davvero troppo” replicano i legali del residente, Giovanni Murgia e Andrea Marcinkiewicz. “L’elenco di proposte presentato dai residenti non è verificabile per efficacia. Possono essere o non essere soluzioni geniali ma non sappiamo se, una volta applicate avranno reale efficacia. In ogni caso si tratterebbe di soluzioni provvisorie, in vista dei dehors fonoassorbenti altra ipotesi la cui validità è da testare sul campo”. In sostanza i due avvocati non vogliono accettare a scatola chiusa le proposte. “Ci sono delle perizie fonometriche del Ctu (consulente tecnico d’ufficio nel processo civile, Nrd) che evidenziano come il problema del rumore sia fortemente reale e la causa non è certo il traffico. A suo tempo facemmo le nostre proposte, gli esercenti accettarono ma il Comune si oppose. ora serve un intervento immediato, servono controlli, serve che venga tutelata la salute di chi vive in zona

 

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