Attualità

Coronavirus – Decreto Conte, è guerra. I sindacati: mercoledì sciopero metalmeccanico in Lombardia

Solo poche decine di minuti fa, l’annuncio.

Coronavirus – Sindacati furiosi per il decreto Conte: “Vita piegata al profitto: sciopero lombardo di tutti i metalmeccanici”

La conferma immediatamente dopo. I sindacati metalmeccanici danno battaglia al decreto  decreto Chiudi-Italia, di cui hanno detto:  “Scelte che piegano, ancora una volta la vita e la salute alle logiche del profitto: noi non ci stiamo”.

Coronavirus – Conte firma il decreto: ecco le attività che restano aperte (scarica il documento) 

Ecco quanto hanno appena fatto sapere Cgil, Cisl e Uil:

LA LOMBARDIA METALMECCANICA SI FERMA! MERCOLEDì 25 MARZO, SCIOPERO DI 8 ORE DI TUTTI I METALMECCANICI DELLA LOMBARDIA

Il decreto del governo ha definito i settori indispensabili che possono continuare le attività nei prossimi giorni. Riteniamo che l’elenco sia stato allargato eccessivamente, ricomprendendovi settori che di necessario e di essenziale hanno poco o nulla.

Come già sottolineato da Cgil Cisl e Uil Lombardia, nella nostra Regione occorre intervenire in modo deciso,“senza se e senza ma”, per contrastare la drammatica condizione della crescita costante dei contagi, dei ricoveri, dei morti che stiamo subendo, con l’obiettivo di prevenire l’estensione dei contagi.

Il decreto appena varato dal Governo, assegna alle imprese una inaccettabile discrezionalità per continuare le loro attività con una semplice dichiarazione alle Prefetture.

TUTTE SCELTE CHE PIEGANO, ANCORA UNA VOLTA, LA VITA E LA SALUTE DELLE PERSONE ALLE LOGICHE DEL PROFITTO: NOI NON CI STIAMO!

Per questi motivi, raccogliendo le posizioni di Cgil, Cisl, Uil a livello nazionale, e delle segreterie di categoria nazionali, Fim, Fiom e Uilm della Lombardia proclamano:

8 ORE DI SCIOPERO PER TURNO O GIORNATA LAVORATIVA MERCOLEDì 25 MARZO 2020 PER TUTTE LE LAVORATRICI E LAVORATORI DEL SETTORE METALMECCANICO
(tranne i lavoratori impegnati in produzioni strettamente collegate all’attività ospedaliera e sanitaria, alle produzioni di macchinari-attrezzature-manutenzionI per le strutture ospedaliere
e alle disposizioni di legge)

Chiediamo che il Governo riveda l’elenco delle aziende essenziali che deve ricomprendere solo quelle attività strettamente necessarie e indispensabili per il funzionamento del Paese e non deve lasciare margini di interpretazione e discrezionalità:
LE AZIENDE CHE SVOLGONO ATTIVITÀ NON ESSENZIALI DEVONO CHIUDERE E I LORO DIPENDENTI DEVONO POTER STARE A CASA! DIFENDIAMO VITA E SALUTE DI  AVORATORI E CITTADINI!

IN EMERGENZA SERVONO SCELTE CHIARE E CORAGGIOSE PER TUTTI: FERMIAMO LE ATTIVITÀ NON ESSENZIALI!

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(Ph copertina: Pexels)

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