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Coronavirus – Tre Rsa comasche, un grido d’aiuto: “In trincea, ci ammaliamo, basta tacere questa emergenza”

Una lunga nota a firma congiunta del Consorzio Insieme e della Cooperativa Codess, a cui fanno capo tre residenze assistite comasche (RSA Karol Wojtyla a Ponte Lambro per Codess, Casa di Dario a Ponte Lambro per Arcobaleno-Codess e la Rsa Vivaldi a Cantù per Sana) racconta il “fronte invisibile” nel pieno dell’emergenza Coronavirus.

La pubblichiamo integralmente di seguito.

Si parla moltissimo, in questi giorni, di cosa sta accadendo negli ospedali e di quanta forza e quanto coraggio stiano mettendo in campo gli operatori sanitari – medici, infermieri, personale di assistenza, ma anche amministratori e gestori, per affrontare l’emergenza pandemica del CoronaVirus.

Accanto a questo impegno – come gestori di Residenze rivolte ad anziani, persone con disabilità o con problemi psichiatrici, ammiriamo tutti i giorni il senso di responsabilità professionale e l’etica umana di altri operatori: quelli che lavorano nelle nostre strutture, a cui dobbiamo dare voce e la giusta visibilità e riconoscenza. Lo stesso vale per tutti gli addetti ai servizi domiciliari, che continuano a recarsi a casa delle persone in difficoltà per dare loro l’assistenza di cui necessitano.

CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DA COMO, LOMBARDIA E TICINO

Le strutture residenziali extra ospedaliere non sono immuni dal COVID19. Anzi, proprio in queste Residenze, sono ospitati a decine, tutti insieme, i pazienti potenzialmente più esposti al virus: le persone più fragili della nostra società. È una situazione di emergenza che non può più essere taciuta, che va riconosciuta e gestita con la più ampia disponibilità e attivazione sia del privato sociale, che delle Amministrazioni Pubbliche locali, regionali e nazionali.

Sappiamo tutti che i soggetti fragili sono i soggetti più colpiti dal virus e più esposti al rischio di morire, a causa dell’ampia comorbilità e della fragilità di questa popolazione.

Nonostante siano state prese tutte le precauzioni del caso, seguendo e spesso anticipando le ordinanze e i decreti ministeriali e rispettando sempre le indicazioni delle autorità, il virus si è diffuso in diverse strutture, dove siamo costretti a gestire internamente la situazione perché gli ospedali non prendono in carico pazienti con così poche possibilità di guarigione.

È una situazione che riguarda noi che scriviamo, così come tutto il resto dei servizi residenziali extra ospedalieri, in tutta Italia.

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Stiamo lavorando in strutture chiuse, blindate al pubblico, dove ogni giorno ci prendiamo cura di persone estremamente fragili, malate, ed ora anche sole. Accudiamo queste persone nel miglior modo possibile – è la nostra mission, stante le difficoltà che ogni giorno si moltiplicano e amplificano.

Se mancano mascherine e presidi negli ospedali, è del tutto naturale che manchino anche a noi: la domanda ha superato di gran lunga l’offerta sul mercato dei Dispositivi di Protezione Individuale, con forniture spesso ritardate a data da destinarsi. Abbiamo pertanto la necessità che con le Prefetture e la Protezione Civile si arrivi ad accordi che supportino anche le nostre scorte.

Se negli ospedali il personale si ammala e chi rimane è costretto a fare eroicamente doppi turni, anche i nostri operatori sono a rischio contagio, vivono nella paura e la superano tutti i giorni in cui eroicamente si presentano in struttura per fare la loro parte.

E anche i nostri operatori si ammalano, costringendoci a organizzare ugualmente doppi turni o turni lunghi, dal momento che reperire personale qualificato in sostituzione è impossibile: sono già tutti precettati in larga parte nelle strutture pubbliche.

È il momento di trovare, insieme a tutti i soggetti coinvolti, strategie comuni: Enti Pubblici, famiglie, sindacati, Privato Sociale e Privato for profit. Siamo in trincea, ci siamo personalmente, mettiamo a repentaglio ogni giorno i nostri corpi e i nostri affetti. Per superare questo momento, la logica della cooperazione deve sostituirsi alla logica delle parti, per il più alto bene comune: la salute e la preservazione della vita delle persone.

Luca Omodei
Direttore Generale Codess Sociale

Manuela Casiraghi
Presidente Consorzio Insieme

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