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Dehors sì, dehors no: ennesimo round in Piazza De Gasperi. Giuliani: “Non ci faranno chiudere”

“In un modo o nell’altro vogliamo semplicemente lavorare – spiega Carmine Giuliani, referente degli esercenti di Piazza de Gasperi, tornata recentemente al centro di un acceso dibattito tra residenti e commercianti, il cui esito oscilla tra tutela della quiete pubblica e supporto al turismo – l’idea dei dehors è semplice ed è probabilmente la migliore che sia stata proposta”:Giusto ieri, abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni residenti esasperati dal rumore e dai comportamenti molesti di chi frequenta la piazza nelle tarde ore della sera.

Alcuni mesi fa, una sentenza del Tribunale di Como da ragione agli abitanti esasperati dall’eccessivo rumore, imponendo una chiusura anticipata alle 23. Coprifuoco che, stando ai gestori di locali ideatori del progetto dei dehors, avrebbe provocato un crollo dei guadagni estivi del 30%.

Per aggirare il divieto e proporre una soluzione di compromesso, gli esercenti hanno presentato un progetto che prevede l’installazione di coperture fonoassorbenti al di sopra delle aree occupate dai tavolini del locali, in modo da limitare il disturbo arrecato dal vociare dei clienti.

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Le voci raccolte da ComoZero, impietose, si sono rivelate critiche nei confronti del progetto, per alcuni un’idea dallo scarso gusto estetico, per altri un rischio concreto che la piazza venga invasa da un numero ancora maggiore di persone.

Oggi, Carmine Giuliani ribatte alle critiche, dando inizio all’ennesimo round di un match la cui fine si intravede a fatica. “In primo luogo, vorrei sottolineare come il progetto dei dehors sia probabilmente la soluzione migliore, che ha già ottenuto un parere preliminare positivo – ci tiene a sottolineare Giuliani – architettonicamente sarebbe una soluzione discreta, certo, fissata a terra per un motivo di sicurezza, visto il vento che soffia sul lago. Non sarebbero nulla di diverso dai una serie di ombrelloni. Anzi, sarebbe ancora più discreto. Confrontando i rendering del progetto con la foto della piazza, i dehors quasi non si vedono da lontano. In secondo luogo, i nostri clienti vengono da noi per mangiare, non sono loro che orinano sui portoni o si fanno le canne sotto le finestre dei residenti. Viale Geno ha tanti locali che attraggono molte persone. Non so perchè dovremmo essere noi a essere il problema”.“Ho invitato il Comune a cercare altre soluzioni – continua l’imprenditore – magari confrontandosi con altre realtà in cui il rumore potrebbe essere un problema e vedere come è stato risolto da altre amministrazioni”.
Secondo Giuliani, la chiusura anticipata sarebbe un metodo che i residenti della piazza stanno utilizzando per trascinare le attività verso la chiusura finale.
“Ma non ce la faranno, se devo essere sincero. Noi svolgiamo un servizio pubblico alla città, al settore del turismo, – spiega il gestore – senza di noi cosa rimarrebbe di Piazza de Gasperi? Persone che bivaccano sulle panchine probabilmente, con attorno altri locali. Chiariamoci, noi vorremmo trovare un compromesso con il Residente (l’abitante di Piazza de Gasperi che per primo ha preso le vie legali contro i gestori dei locali in riva al lago Ndr) ma non è stato possibile, non ha voluto sentire ragioni”.

  1. giorgio

    Non facciamo le vittime però: nessuno vuole trascinarvi verso la chiusura finale.

    Le attività stavano in piedi e lavoravano anche fino a 2-3 anni fa, quando di tavolini all’aperto ce ne erano forse giusto un paio.

    Ora sono stati aggiunti, quindi se anche dovessero venir limitati solo fino alle 23, è comunque una situazione migliore rispetto al passato.
    Come lavoravate prima, lavorerete ancora in futuro.

    Certo, state provando ad ottenere ancora di più, ma non sempre questo è possibile.

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