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Disillusi dalla politica, dolcezza per le vite degli altri: l’altra Como negli occhi dei giovani

Trovare un modo per migliorare la città, recuperare lo spazio per le idee dei giovani comaschi. Questa è l’idea dietro a “Como la Vedi?”, evento tenutosi ieri nella sede dell’ex Circoscrizione di via Collegio dei Dottori, a Como, e finalizzato al networking e confronto tra le diverse realtà dell’associazionismo comasco under 30. L’obiettivo? Formulare e suggerire all’amministrazione comunale delle nuove politiche giovanili.

“Spesso questo termine viene relegato all’organizzazione di eventi e intrattenimento, in una prospettiva in cui i giovani sono considerati solo dei destinatari e non degli interlocutori – spiega Elisa Roncoroni, referente territoriale della Cooperativa Lotta all’Emarginazione, una delle realtà dietro all’iniziativa – il world cafè punta a includere i giovani nella conversazione e a metterli in comunicazione con le istituzioni. Le vere politiche giovanili sono l’accesso al credito, l’accesso al lavoro, il diritto al tempo libero, l’autonomia abitativa che sono tutt’altro che stupidaggini e bisogna fare rete con banche, fondazioni, associazioni per attuarle”.

Durante il world cafè una trentina ragazzi si sono quindi confrontati per individuare come la città dovrebbe trasformarsi per diventare uno spazio più a misura di giovane.

Girando tra i gruppi di dibattito, è stato semplice raccogliere storie di spiriti animati da un’irrefrenabile pulsione a migliorare le vite altrui.
“Siamo un gruppo di giovani volontari che si concentra su diverse campagne di raccolta fondi. Nel tempo abbiamo aiutato una bambina con un tumore osseo e un bambino con danni cerebrali causati da un incidente – racconta Elena Rizzato (al centro nella foto sotto) presidentessa dell’associazione Lullaby di Maslianico – vogliamo mostrare che fare volontariato non è da sfigati, anzi. Siamo ragazzi normalissimi che vanno in discoteca la sera. Ma, magari, il giorno dopo, siamo a raccogliere fondi”.

Il world cafè è stato aperto da un intervento di Angela Corengia, assessore con deleghe alle Politiche Educative, Politiche Giovanili, Asili nido, Formazione, Assemblee di zona e Partecipazione. “Siamo in corso di riorganizzazione – ha ammesso l’assessore, fresca di nomina – Faremo del nostro meglio per continuare a fornire supporto alle associazioni di Como. Vi invito a formulare progetti a base larga, con priorità definite. Non vi faccio in bocca al lupo ma vi sprono a lavorare”.

Nonostante la presenza dell’assessore, diffidenza e dubbi sull’effettivo supporto dell’amministrazione non sono mancati.
“Sono un’operatrice del settore e sono estremamente disillusa nei confronti delle istituzioni – racconta Giorgia Costarella, 24 anni, di Cooperativa Lotta contro l’emarginazione – la nostra associazione ha tenuto lo spazio giovani La Pineta per dieci anni. Ci abbiamo messo tutto il cuore per tanto tempo per poi vederlo svenduto a una scuola privata, con un atteggiamento di chiusura totale, senza che il Comune si mettesse ad ascoltare. Proprio per questo è importante mettersi in contatto tra associazioni”.

Ma davanti alla mancanza di comunicazione con il Comune, qualcuno offre una prospettiva realista.

“Accorgersi che non c’è competenza nel settore pubblico è un po’ un trend degli ultimi dieci anni. La soluzione però è andare oltre e trovare dei partner privati – spiega Gastone Terragni, membro dell’Associazione Allineamenti – Per quanto riguarda le istituzioni spesso manca la comunicazione. Abbiamo proposto diversi progetti all’ex Assessore alle Politiche giovanili Amelia Locatelli che ha promesso sostegno, per poi scoprire delle sue dimissioni dai giornali. Però c’è anche un discorso di autocritica da fare. Nell’associazionismo abbiamo tanto capitale umano, tanta voglia ma a volta mancano gli obiettivi a lungo termine e la direzione giusta”.

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