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E’ un ricordo che vale diecimila lire, la tris nipote accusa: “Como ha dimenticato Alessandro Volta”

Esattamente 220 anni fa Alessandro Volta (1745 – 1827) inventava la pila. E’ senza dubbio il personaggio più famoso cui Como ha dato i natali, la nostra rockstar.

Un uomo, uno scienziato che ha rivoluzionato il mondo (letteralmente), non solo con la prima batteria, ma anche con gli studi sul metano (altrettanto grandiosi).

La pila compie 220 anni: oggi la celebrazione in memoria di Alessandro Volta

La pila di Volta

Un tizio che ha valicato i confini della sua città e a cui ancora oggi il mondo accademico internazionale guarda come a un visionario e a un illuminato che ha fatto della divulgazione del sapere scientifico la propria missione.

Il popolo dei degli attempati (o quasi, ormai) lo ricorderà come uomo-immagine delle “diecimila”, il vecchio conio, le lire.

Eppure, malgrado girando per la città sia difficile non imbattersi in un luogo che lo ha visto protagonista, non è così scontato riconoscere Como come la città di Volta. Oggi è quasi più la città in provincia di Laglio, dimora vacanziera di Mr. George Clooney.

“Quella di Volta è una figura estremamente tutelata nel mondo accademico mentre manca una ricaduta sul territorio comasco con percorsi adeguati in città per scoprire i luoghi che raccontano la sua storia – spiega Alessandra Roseo Volta, discendente del celebre scienziato che era il nonno del nonno di sua madre – E’ una figura nazionale, ha varcato i confini della sua città viaggiando in tutta la Lombardia”.

“Purtroppo – aggiunge – sono delusa da Como, di come il tessuto locale non sia in grado di fare qualcosa di meglio. Credo sia un problema di carattere organizzativo, di divisione delle competenze tra enti. So che ci sono diversi comitati che dovrebbero valorizzare la sua figura sul territorio ma non portano risultati importanti. Como ha questa fortuna, dovrebbe farla brillare. Anche il Festival della Luce potrebbe fare di più, stimolando la promozione della sua figura”.

Il tempio Voltiano cade, letteralmente, a pezzi

PER APPROFONDIRE:
SCANDALO TEMPIO VOLTIANO

Parole forti che la discendente ci ha affidato a pochi giorni dalla commemorazione tenutasi al cimitero di Camnago su iniziativa della Fondazione Alessandro Volta e del Comune di Como a cui hanno partecipato solo una manciata di persone.

Segnale, forse, di una mancata affezione della cittadinanza verso questo personaggio che anche i turisti possono apprezzare poco. Manca infatti in città un vero e proprio percorso che porti alla scoperta dei luoghi della sua vita, primo fra tutti il Tempio Voltiano sul lungolago.

Ph: Pozzoni

Proprio questo luogo, che dovrebbe celebrarlo, è infatti in parte chiuso al pubblico dal 2014 a causa di alcuni crolli. Della sua casa natale, in via Volta, è possibile godere solo di una targa – “Fu questa l’avita casa di Alessandro Volta” – in quanto si tratta di una struttura privata.

E che dire della Torre Gattoni, dove Volta condusse i primi esperimenti scientifici? A fine Settecento il suo proprietario, Giulio Cesare Gattoni, vi creò un museo di storia naturale per i colti turisti stranieri dell’epoca. Oggi, invece, è chiusa al pubblico.

L’ultimo pasticcio che vede coinvolto un luogo della vita di Alessandro Volta è la casa di Brunate dove visse i primi tre anni di vita, tra le amorevoli cure della sua balia, Elisabetta Pedraglio.

In via Volta è stata infatti affissa una targa che cita: “In questa casa Alessandro Volta trascorse i primi anni della sua vita”. Peccato che l’edificio in cui trascorse gli anni dell’infanzia era in via Monti.

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