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Emergenza Freddo dimezzata, San Francesco torna maxi giaciglio per migranti e senzatetto

Ci si era lasciati poco prima di Natale, alla vigilia dell’apertura completa e ufficiale del servizio Emergenza Freddo, con il portico dell’ex chiesa di San Francesco popolato ogni notte da migranti e senzatetto. Ci si ritrova alle soglie di Pasqua, con i tendoni allestiti da Como Accoglie unico riparo ancora in essere, con il portico dell’ex chiesa di San Francesco nuovamente popolato da migranti e senzatetto.

A parte quella qui sopra, risalente alla scorsa settimana, le foto che vedete sono state scattate ieri attorno a mezzanotte. Almeno 8, forse 10, le persone tornate a dormire tra coperte e sacchi a pelo, tra lastricato e colonne. E quando, a fine aprile, anche le tende saranno riposte (qui i dettagli), la prospettiva che i numeri crescano anche sensibilmente è concreta.

Tanto che il caso è già arrivato a bussare anche alle porte del Comune di Como. E’ stata la consigliera Ada Mantovani a portare il tema.

“In questo periodo si è chiuso il servizio Emergenza Freddo – ha detto – Ho sentito la necessità di andare a vedere la situazione sotto i portici di San Francesco e ho notato che la situazione sta ritornando come prima, si sta ripopolando di senzatetto”.

“Visto che questo problema si sta riaffacciando – ha aggiunto Mantovani – sarebbe bello anche da parte del Comune andare a capire chi sta ripopolando questo luogo, se rientrano tra coloro che usufruivano dell’Emergenza Freddo o se si tratta di altri che non lo sfruttavano. Mi piacerebbe, oggi che è sotto controllo e ci sono ancora poche persone, avvicinarsi con esperti del settore per cercare di iniziare a tamponare”.

A stretto giro di posta, ha risposto il vicesindaco Alessandra Locatelli.

“Il tema dell’Emergenza Freddo è sempre più attuale. Per l’ottavo anno viene dismesso alla fine della stagione. Anche io mi sono fermata a controllare la situazione sotto San Francesco e ho visto una sola persona – ha ribattuto Locatelli – Ho chiesto i dati di Emergenza Freddo, ci sono state circa 100 persone quest’anno. Ho chiesto i nomi per identificare le persone ma non mi sono ancora stati forniti. Identificandole possiamo capire se c’è la possibilità di introdurli nei percorsi (come Ozanam)”.

Il vicesindaco ha poi aggiunto che “alcune persone stanno fuori dai centri per scelta, anche perché all’interno di un dormitorio bisogna seguire regole molto rigide. Noi dovremo cercare di andare incontro alle loro esigenze, in modo legale – ha concluso Locatelli – Stiamo cercando di incoraggiare le associazioni che hanno strutture e che vogliono collaborare. Potremmo stanziare fondi in più”.

  1. Carlo B

    Belle parole quella dalla vicesindachessa, ma come tutte o quasi quelle pronunciate da questa giunta in 2 anni, sono per ora solo belle parole, la giunta del POTREMMO.
    PS. inquietante la foto pubblicata con Locatelli&Negretti ???

  2. Luisa Corti

    E questa è una città civile ? Locatelli cosa ne pensa ?

  3. Gioele

    Mi sembra, se non ricordo male, che tra le varie obiezioni mosse nei confronti di chi, per pura propaganda elettorale, chiedeva la chiusura dei centri di accoglimento dei migranti, ci fosse il rischio di una proliferazione senza controllo di vagabondi senzatetto per le vie della città. In particolare, si temeva che i vagabondi dai centri di accoglienza si trasferissero a dormire proprio sotto i portici di San Francesco.
    Nessun problema. L”Assessore al Decoro, megafono e distintivo” ha da sempre una buona ricetta per tutti i problemi di disagio sociale e che consentirà di farci passeggiare in Italia anche quando andremo a visitare San Francesco: giacigli di fortuna ristrutturati per i tutori dell’ordine e le loro famiglie….sotto i portici ovviamente!

  4. giorgio

    Ecco che il problema si ripresenta puntuale: ci sono persone senza dimora che da qualche parte devono pur dormire.

    Se non ci sono dormitori o soluzioni per forza di cose saranno per strada. O forse ci si aspetta che spariscano magicamente?

    Un Comune serio, che combatte per avere più sicurezza e meno degrado, deve fare una cosa semplice. Avere uno spazio aperto tutto l’anno di dimensioni adatte al fenomeno.

    Nn si è voluto tenere aperto il centro di via Regina? Una scelta insensata se non si hanno alternative pronte.

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