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FOTO Villa Olmo come non l’avete mai vista, viaggio fra le stanze-capolavoro proibite

Tu hai un tesoro e che fai? Lo chiudi in una scatola, poi dentro un baule, quindi vai in cantina e lo sotterri sotto uno strato di terraccia muffosa. Ecco, e non è storia di oggi, anzi.

E’ silenziosa, malinconica, la passeggiata tra le sale perdute del primo piano di Villa Olmo.

Chiuse al pubblico, raccontano tutto l’amore messo dall’architetto neoclassico Simone Cantoni, cui il marchese Innocenzo Odescalchi commissionò la costruzione della dimora nel 1782.

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Si viene colti da una sorta di horror vacui di fronte a tanto splendore negato al pubblico e lasciato morire.

Ecco le stanze proibite.

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L’articolo che hai appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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