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Fridays For Future contro il parcheggio nell’ex centro migranti. “Solo a Como si ragiona così”

Il gruppo Fridays For Future di Como contesta la scelta del Comune di trasformare l’area dell’ex centro migranti in via Regina in un parcheggio.

Il movimento spiega il perché del “forte dissenso”.

70 posti auto (gratis) in via Regina, l’ex Centro Migranti diventa parcheggio

“Mentre i livelli di polveri sottili sono in continuo aumento, l’amministrazione cittadina non trova di meglio che dare una mano a farli salire ulteriormente, disinteressandosi della grave situazione ambientale e della salute della cittadinanza – si legge in una nota – L’amministrazione di Parigi ha scelto recentemente di decostruire entro il 2030, la tangenziale esterna alla città per farci una vera e propria ciclabile nel verde. A Oslo hanno chiuso, a partire dal gennaio 2019, il centro città a tutte le auto (siano esse alimentate a diesel o a benzina). Pesaro ha realizzato una bicipolitana, ovvero una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette”.

“Non servono alla nostra città nuovi posteggi che attrarranno nuove auto, serve un sistema di mobilità radicalmente diverso – conclude il gruppo dei Fridays For Future Como – Noi come gruppo, vediamo piste ciclabili e viali alberati, laddove oggi ci sono strade e traffico. Vediamo al posto dei mezzi privati, un trasporto pubblico più frequente, più capillare e più integrato. Cosa aspettano i nostri politici a permettere finalmente ai cittadini di muoversi con mezzi sostenibili?”.

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5 Commenti

  1. Le auto sono il problema minore.
    Perchè nessuno fa la battaglia contro i riscaldamenti negli edifici pubblici e privati?
    Uffici pubblici con 25 gradi, studenti che scioperano se i riscaldamenti non mantengono temperature che permettono di stare in t-shirt.
    Bisogna incentivare l’utilizzo di riscaldamento autonomo nelle abitazioni adeguando (ove possibile) quelle con riscaldamento centralizzato (ancora troppe in città).
    Fatto questo valutiamo anche l’impatto delle auto che senza dubbio si potrebbero limitare.

  2. Non penso che 70 parcheggi cambino la situazione climatica e aiuterebbero anche gli utenti del cimitero e i residenti di piazza San Rocco.
    Per una svolta ecologista, io spesso uso il treno per venire in città, fosse servita meglio anche sempre.
    Ma vuoi mettere il super suv fuori dal negozio in centro senza neanche fare un metro a piedi?

  3. Oramai si contesta tutto.
    Penso sia un atto di democrazia in scatola.
    Troviamo sardine, tonni (sempre al venerdì perché è di magro).
    Contestare per il piacere di farlo, anche un parcheggio, presuppone un atto di coraggio; beh, al venerdì si può fare perché dopo quattro giorni di spostamenti con le proprie gambe, onde evitare di produrre anidride carbonica,
    può essere un “meritato riposo”.
    Sono sempre stato ecologista, continuo ad esserlo, però francamente quello che leggo in cronaca mi fa pensare…

  4. E se si cominciasse a sognare a occhi aperti?
    Il traffico auto limitato ai soli residenti in convalle. Chi viene da fuori scende in città con la ferrovia Nord trasformata da Camerata o Grandate in metropolitana leggera, potenziamento del trasporto pubblico da Bergamo/Lecco e da Chiasso, aumento delle corse veloci dei battelli su quella autostrada che è il lago.
    In convalle ci si muove in biici, a piedi o con macchine elettriche….e chi ha idee migliori le condivisa e le discuta, perché no? Un modo diverso di vivere la città, l’unico modo che sarà possibile viverla tra vent’anni.
    Se si va in giro per il mondo ci si accorge che questi sogni a occhi aperti si stanno trasformando in realtà. Basta non avere paura di mettere in dubbio il proprio modo di vivere, basta avere il coraggio di mettere in discussione le rendite di posizione di chi non sa come campare senza traffico.
    Guardiamo oltre i “parcheggi”…..

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