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Frutta e verdura in Napoleona: il sogno di Zidane e compagni esce dal cassetto

Cos’è un sogno? Per i più rispondere a una domanda così astratta può essere complicato. Ma per Zidane (“Come il calciatore” ci tiene a specificare) 25enne di origini egiziane, la risposta, facile e netta, sta tra le quattro mura dell’ortofrutta che ha appena aperto nel bel mezzo di via Napoleona,

“Ho lavorato per gli ultimi tre anni come facchino mettendo via ogni centesimo solo per aprire una mia attività” spiega il giovane che mischia inflessioni arabe all’accento romanesco appreso quando a 12 anni si è trasferito da Alessandria d’Egitto a Roma.

“Solo di recente, insieme a un socio e un dipendente abbiamo trovato questo locale che faceva esattamente al caso nostro” racconta il ragazzo, imbacuccato in un parka nero, con un cappellino giallo e blu che legge “Melinda”.

Quella di Zidane è una lunga storia, che scorre tra banchi di tanti mercati ortofrutticoli della penisola. A soli 17 anni, a Roma, gestiva un banco di prodotti insieme a un familiare.

Dal 2013, poi, si è trasferito a Milano dove ha lavorato come facchino al mercato di via Cesare Lombroso, caricando e scaricando frutta e verdura dai camion dei fornitori.

“Poi mi sono spostato a Pioltello lavorando in proprio – racconta il ragazzo, al quale la vita da mercato ha donato un modo di fare che non tradisce la giovane età – e dopo sono tornato a lavorare da facchino”.

Solo recentemente Zidane ha scovato il negozio che fino a qualche settimana fa si chiamava “L’imperatore della Frutta” sotto la gestione di una famiglia egiziana.

“Mi sono spostato a Cantù e poi ho trovato questo negozio sulla Napoleona. E’ davvero perfetto. Questa zona non è servita da ortofrutta di qualità e vedo che i clienti non mancano. E dopo anni da dipendente, sotto ai padroni, quando senti di non star raggiungendo nessun obiettivo particolare, mettersi in proprio è una svolta incredibile” spiega, sorridendo soddisfatto.

Stando al registratore di cassa, nelle prime due ore di un lunedì, ci sono già stati 32 clienti e Zidane è ottimista: “C’è tutto il giorno”.

Contrariamente a quanto si possa pensare, il negozio non serve solo la nutrita comunità migrante di via Milano alta ma una grande quantità di etnie attratte da prezzi vantaggiosi.

“Ci sono un po’ tutti, italiani, cinesi, sudamericani. Non solo arabi” spiega il ragazzo che, insieme al socio e un dipendente, sta facendo di tutto per promuovere la propria attività.

“Abbiamo cominciato a fare quanto più volantinaggio possibile e offriamo un servizio di consegna a domicilio gratuita” dice, da dietro al bancone sormontato da foto di mele e scorci antichi di una Milano di inizio secolo, mentre due ragazze indagano la frutta in offerta a 99 centesimi al chilo. Saper trattare con le persone è forse l’abilità più preziosa che Zidane ha appreso nei mercati rionali d’italia.

“Devi avere pazienza, devi essere tranquillo. Per costruire la fiducia di un cliente ci vuole moltissimo ma per perderla ci vuole un attimo – spiega il giovane, con saggezza di un venditore del souk – bisogna avere cura, specie se come noi, sono stati fatti tanti sacrifici per arrivare fino a qui”.

Lasciamo quindi Zidane ai clienti che spulciano i banchi del negozio, prima di pranzo. Fuori, le macchine non smettono di sfrecciare sulle quattro corsie della Napoleona.

Prima di andare però, chiediamo quale sia il nuovo nome del negozio. “Abbiamo deciso di chiamarlo “Il Sogno di tre” dice sorridendo Zidane.

L’articolo che hai appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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