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Spagna, Provenza e Gaia (senza sprechi). “A Como il mio negozio green a rifiuti zero”

Non tutte le illuminazioni giungono come fulmini sulla strada di Damasco. Per Gaia Brivio, la saetta è infatti arrivata sulla via del ritorno da Maiorca e ha portato con se l’intuizione per “Gea”, nuovo negozio di Como di prodotti liberi da sprechi e rifiuti.


“Ad agosto sono tornata dopo aver vissuto per diverso tempo in Spagna – racconta la ragazza – guidando da Maiorca ho trovato un negozio di saponette artigianali in Provenza e ho capito cosa volevo fare”.

Proprio lì la ragazza ha infatti immaginato non solo di importare in Italia l’idea di un negozio di prodotti naturali per l’igiene personale ma, soprattutto, di buttarsi a capofitto nella vendita di articoli riutilizzabili e che non producessero spreco e rifiuti.

Nel negozio di via Grassi 5, aperto da qualche giorno, fervono i preparativi per il lancio dell’e-commerce. Si fotografano alcuni degli oggetti che affollano gli scaffali: spugne naturali, spazzolini di bamboo, dischetti struccanti di stoffa, pannolini di tela e assorbenti lavabili, creme corpo, dopobarba naturali e dentifrici in pastiglia: tutto il necessario per prendersi cura del proprio corpo “waste-free”.

“In altri paesi questa filosofia è molto diffusa – spiega la ragazza – mentre in Italia siamo ancora indietro”. Secondo Gaia, è infatti difficile cambiare le abitudini del consumatore italiano: “Rimaniamo ancora molto attaccati all’idea che convenga di più andare al supermercato per acquistare una confezione di dischetti di cotone ogni tre settimane piuttosto che comprarne alcuni di stoffa lavabile che dureranno due anni prima di essere cambiati”.

Il cambio di cultura, per Gaia, è quindi fondamentale affinché si possa finalmente ridurre l’impatto che le nostre abitudini hanno sull’ambiente.

Pur riconoscendone l’importanza, però, la ragazza ammette le difficoltà che si possono incontrare sul cammino di chi decide di non produrre rifiuti – o quantomeno di ridurre al massimo gli scarti: “L’approccio waste-free non può essere una forma di estremismo. Deve essere equilibrio, piuttosto. Abituarsi a dei nuovi modi di consumare può quindi richiedere del tempo”.

Per diffondere una maggiore consapevolezza sul tema, Gaia ha intenzione di tenere alcuni corsi per chiunque sia interessato a ridurre l’impatto ambientale dei propri consumi. “Pensiamo a come vivevano i nostri nonni – conclude – con cose semplici senza lo spreco e i rifiuti che produciamo oggi”

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Luisa Corti

    Mah, con questi prezzi: va bene aiutare l’ambiente…

    • Gigi P

      Esistono tanti negozi cinesi, in cui troverà prodotti di “qualità” al prezzo che desidera.

  2. Tiziana Gnocchi Milani

    Brava Gaia, auguro tutto il meglio per te e per il tuo bellissimo negozio. A chi giudica eccessivi i prezzi dei tuoi prodotti ricordo che ognuno verrà usato per molto più tempo rispetto ai normali usa e getta!
    Un abbraccio benaugurante

  3. È questione veramente di mentalità.
    I prezzi sicuramente più cari. Ma se un prodotto dura, è durerà, ne vale sicuramente la pena.
    Abbandonate gli acquisti da quattro soldi in posti dove non si sa neanche come vengano prodotti!

  4. Più durano più ammortizzi il prezzo

  5. Andrea

    A chi si lamenta dei prezzi “troppo alti”, ricordo che un prodotto durevole, in qualunque ambito, costa sempre di più di uno dalla durata limitata o usa e getta. Non è subito evidente, ma lo diventa con il tempo: conviene un fazzoletto di carta che costa 0,05 euro, e si usa una volta, o uno di cotone che costa 1 euro e dura una vita? Un giubbino da 30 euro del fast fashion, che non tiene caldo e dopo due anni è sformato e immettibile, o uno ben fatto e caldissimo, che dura dieci anni? I numeri sono impietosi, l’immondizia che ci circonda anche. Svegliatevi, il futuro non è nell’usa e getta, tanto comodo e che fa crescere il PIL, ma nell’utilizzo di oggetti di qualità, durevoli e riutilizzabili quasi all’infinito. Chi dice il contrario non è interessato al Pianeta, ma alle sue tasche.

  6. Monica

    ….Oltretutto, per un telefonino – che sarà sicuramente da cambiare entro tre anni – si spendono ben volentieri più di 1000 euro (pagando per i 3/4 del prezzo il marchio che fa tanta scena: basta confrontare le caratteristiche tecniche e si scoprirà che con 250 euro si trovano cellulari non ultrablasonati ma assolutamente di pari prestazioni). Invece per un set ipercompleto di assorbenti lavabili che dureranno una vita (i miei hanno DIECI ANNI e vanno alla grande) 70 euro eeeeehhhh sono troppi…. Eh già, gli assorbenti lavabili non sono uno status symbol.

  7. Emilia

    Aggiungo che la cosmetica solida, oltre al vantaggio di non porre limiti se si viaggia in aereo, ma questo è forse meno rilevante, consente di utilizzare una quantità di prodotto significativamente inferiore perché gli ingredienti naturali sono concentrati o addirittura costituiscono il 100% del prodotto ed inoltre è più facile il dosaggio, con enorme beneficio per il portafoglio e per l’ambiente. Io non torno indietro.

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