Attualità

GALLERY L’eden proibito tra Museo e Torre. Frammenti di una Como perduta

Era il piccolo eden. La foresta dei misteri. Terra di conquista per il giovane esploratore che danzava intorno al sarcofago in pietra di qualche antichissimo (e nobilissimo) principe-conquistatore, sopra pezzi di colonne che mutavano in scoglio di mare o picco di montagna, tra mura e fossati: unica protezione da draghi e tigri.

Era un prato abbracciato da alberi sapienti, custodi di fate e folletti. Luoghi segreti ai grandi, ma chiarissimi e quotidiani a un gruppetto di bimbi che, circa 35 anni fa, usciva tutti i giorni intorno alle quattro del pomeriggio dall’asilo delle Canossiane di via Balestra e con un salto di tre metri si fiondava verso il piccolo cancello.

L’ingresso di via Balestra

Qualche gradino a balzi, prova dell’eroe per meritarsi Olimpo e merenda: Buondì e Billy in mezzo al prato guardando, un poco più lontano, l’olmo secolare che spunta dal giardino del museo Giovio.

Un giorno il cancello ha cominciato a essere chiuso. All’inizio, solo ogni tanto. Poi sempre più spesso. Alla fine nessuno lo ha più riaperto se non in qualche rarissima e rapida occasione (“eccezioni”, sottolineano dal Comune).

Son passati 35 anni.

C’è un pezzo di Como sconosciuto e proibito, a Como. Qualche metro quadro di bellezza, compostezza. Talmente prezioso che, tutto sommato, non mostra particolari segni di abbandono. Perché la magnificenza, l’incanto e la grazia, ma solo quelli veri, sanno autoconservarsi con grande dignità.

In pochi metri quadri tra via Balestra e il museo Giovio, affacciato su Torre San Vitale e parallelo al verde pubblico pubblico di via Nazario Sauro, il giardino riserva uno scorcio meraviglioso di città, alberi, pietra, colonne antiche e sarcofagi. L’accesso è doppio, il piccolo cancello che affianca l’ingresso alla bocciofila, oppure l’ingresso museale poco sopra il Ninfeo, altro gioiello inibito: si può guardare ma non toccare a causa di lavori di messa in sicurezza mai portati a termine nonostante i progetti, l’ultimo 4 anni fa, ma di questa storia parleremo nei prossimi giorni.

C’è solo una piccola ferita in questa perfezione senza tempo. Quattro – come definirli? – atroci comignoli in lamiera che spuntano dal terreno, certamente necessari per far sfiatare un impianto. Quattro ditoni grassi di mano sconosciuta (luciferina, invidiosa) che dall’ipogeo sembra voler intaccare l’equilibrio tra Natura e Storia. Regolari o meno sono certamente da abbattere. Poi, qualcuno dovrà scusarsi.

Il giardino è chiuso – come il ninfeo – per questioni di sicurezza e manutenzione: l’affaccio su via Sauro, come altri punti, deve essere protetto con parapetti e barriere, non parrebbe comunque una spesa eccessiva a sentire chi se ne occupa. Qualche anno fa spuntò l’idea – oggettivamente molto bella – di costruire un camminamento fino alla Torre, per creare continuità tra due spazi che già dialogano grazie alle mura. Di quel progetto vi è traccia, in effetti, nei dimenticatoi amministrativi, sotto qualche dito di polvere tra altre proposte (almeno tre, a memoria) presentate dal 2000 a oggi.

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Le potenzialità evidentemente sono infinite perché vi sia frequentazione diurna e serale: un parco per tutti che sia sede di eventi culturali, spettacolo, musica. Qualsiasi cosa. La competenza dipende dal punto di ingresso: settore Giardini se si entra da via Balestra, settore Cultura se si accede dal museo. In entrambi i casi parliamo di uno spazio che diventerebbe fiore all’occhiello per entrambi gli assessorati.

Solo poche settimane fa abbiamo parlato a lungo della riscoperta di via Giovio:

VIA GIOVIO, COSI’ RINASCE UN PEZZO DI COMO: TUTTI I RACCONTI

Ci sono le forze, le idee e i progetti, ci sono i Mr. SaveTheWall, i Giò Ratti, i commercianti, le riflessioni della nostra Chiara Taiana. Il piccolo eden potrebbe rientrare nella stessa visione offerta in quei giorni.

Questa è la prima tappa di un viaggio che inauguriamo oggi. Ci piace l’idea di ritrovare Como nei frammenti sparsi di una città perduta.
Per questa ragione, ogni vostra segnalazione è essenziale: redazionecomozero@gmail.com

 

  1. Marco Benzoni

    È bellissimo me lo ricordo anch’io da bambino sarebbe una meraviglia se venisse recuperato

  2. Alessandra Lucini

    Ho amato questo giardino segreto che mi ha visto crescere.. Tra i misteri delle antiche pietre e I grandi platani c he sussurravano al vento. Sarebbe bello un percorso che vada dal museo fino alla torre, magari con un belvedere sulla città. Utopia?

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