Attualità

GALLERY Lucini 2015 Vs Regione 2018. Paratie, progetti a confronto: trova le differenze

Senza entrare nello specifico tecnico – palancole, pali, vasche e altre migliaia di dettagli comprensibili solo a chi conosce il criptico alfabeto ingegneristico – alcuni osservatori, nei minuti immediatamente successivi la presentazione del progetto, hanno sottolineato come il nuovo disegno delle paratie (a firma Regione e Infrastrutture Lombarde) presenterebbe numerosi punti di contatto con la terza perizia di variante firmata dall’amministrazione Lucini.

Sensazioni e congetture a parte – che nella vulgata portano solo margini di imprecisione e poche certezze – è comunque curioso affiancare i rendering. Quantomeno per cogliere, dal punto di vista estetico, distanze e punti comuni. In attesa, ovviamente, di più approfondite e valide analisi (arriveranno) circa le possibili sovrapposizioni dei due disegni.

E’ importante sottolineare un passaggio, il progetto Lucini prevedeva l’arredo urbano (evidente nelle digitalizzazioni), il piano di lavoro del Pirellone esclude esplicitamente la stessa parte e demanda la fase progettuale (con copertura dei costi sempre in carico alla Regione) al Comune di Como che, entro il 2022 (fine cantiere), dovrà decidere quali elementi inserire lungo la passeggiata (tra questi: illuminazione, sedute e verde).

Dunque prima dell’arrivo di autorevoli analisi di super-analisti armati di faldoni con altrettante autorevoli discettazioni, ecco un giochino. O poco più.

GALLERY
PROGETTO LUCINI,2015. (ARCHITETTI: DAL SASSO, NOE’)

GALLERY
PROGETTO REGIONE, 2018. (INFRASTRUTTURE LOMBARDE)

  1. Ettore

    solo una semplice considerazione e nulla di piu’ ,siamo nella citta’ natale di uno degli architetti piu’ famosi alla storia , abbiamo una deglia architetti viventi che ci invidia tutto il mondo….. e siamo ancora qui a subire oltre i danni collaterali anche la beffa di esponenti che al tempo…. a loro prezioso !!!!! hanno sostenuto quel progetto ed oggi hanno il coraggio di criticare e polemizzare .
    Cavolo bel primato Como con queste paratie !! insomma un po’ di vergogna a tutti coloro che ci hanno messo becco e decisione dovrebbe venire.
    Una sola altra cosa meno provincialismi e un po di apertura verso idee che potrebbero venire anche a persone un tantino ma dico tantino pou’ esperte cito ad esempio un cero Piano ???

  2. marco

    Dai render della Regione, seppur in maniera meno evidente sembra esserci l’arredo urbano e l’illuminazione, ovviamente immagino che il comune di Como potrà migliorarlo e integrarlo con il ciarpame che la precedente giunta aveva progettualmente pensato.

  3. Comino

    Il progetto di Lucini era immensamente più “comasco” e speciale. Inoltre l’idea di usare i lastroni attualmente sotto al manto stradale dimostrava una completa conoscenza del territorio e una buona idea per un bel risultato, legando ancor di più il lungolago alla città! Landriscina dice che per i futuri arredi si vedrà, ma speriamo in bene, saranno parte fondamentale del lavoro per gli occhi di chi ci passerà. Vero che sarà come guardare l’unghia del dito di chi indica la luna… Ma nessuno aveva chiesto la luna.

  4. Stefano Legnani

    Effettivamente il nuovo progetto delle paratie è pressoché identico a quello della variante c.d. Lucini, peraltro a suo tempo del tutto condivisa con Regione Lombardia; basti ricordarne la presentazione nel giugno 2013 nell’aula magna del Politecnico alla presenza di Maroni: stesse paratie con sollevamento manuale, stesse vasche, identici bastioni su Piazza Cavour. La differenza è che manca del tutto l’arredo urbano che era un punto di forza della riqualificazione del lungolago nella variante. Resta invece il chiosco Al Molo, a mio parere brutto manufatto, che nella precedente variante veniva eliminato prevedendo dei volumi meno impattanti.

  5. MARIA ELENA

    Tra i due mali, scelgo il minore: quello di Lucini mi sembra più articolato, mentre quello di Landriscina è impersonale, piatto e senza arredi che lo abbelliscano; orribili le panche di pietra (marmo?, granito?), non c’è una pianta, non invita a frequentarlo, sembra una pista di pattinaggio a rotelle.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata