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Gianfranco, il commercialista che vuole “4 Ristoranti” a Como: “Metto io i primi 500 euro”

Era inevitabile: la cosiddetta porta in faccia sbattuta da Como – tramite Camera di Commercio e operatori definiti “non entusiasti” – alla possibile vetrina di Sky con la trasmissione di Alessandro Borghese “4 Ristoranti” ha letteralmente fatto il giro d’Italia. Non solo e non tanto per la decisione in sé – spiegata dal responsabile Turismo della Camera, Andrea Camesasca, in questa intervista – quanto, almeno a pari merito, per l’eventuale sforzo economico che sarebbe servito per portare i locali, la cucina e il territorio comasco su quasi 2 milioni di teleschermi.

AGGIORNAMENTO: 
4 Ristoranti, pace fatta. Camesasca: “Equivoco chiarito, Borghese verrà a Como”

In un mare di reazioni negative per il rifiuto, una voce del tutto disinteressata colpisce ancora di più. E’ quella del commercialista comasco Gianfranco Melli. Il quale, letteralmente incredulo per l’occasione persa, lancia una proposta-provocazione: impegnarsi direttamente con 500 euro pur di raggiungere, con l’aiuto di una ventina di altri volontari, i famosi 10mila euro necessari a garantire l’ospitalità per chef e troupe a Como.

“Questa città va svegliata, vive in un torpore incredibile – dice Melli – Non voglio nemmeno entrare nelle motivazioni espresse dalla Camera di Commercio, non conosco i bilanci anche se è chiaro che 10mila euro non mi paiono una cifra impossibile. Penso anche agli operatori, i primi che dovrebbero impegnarsi direttamente per trarre dalla valorizzazione del territorio le proprie fortune”.

Andrea Camesasca dal suo profilo Facebook

Nell’intervista di sabato scorso, Camesasca si era espresso testualmente così: “Non ho registrato grande interesse da ristoratori e albergatori”. E poi aveva aggiunto che qualche chance di poter far arrivare “4 Ristoranti” sul Lario sarebbe potuta ancora esistere “se qualcuno trova i soldi”.

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4 Ristoranti, pace fatta. Camesasca: “Equivoco chiarito, Borghese verrà a Como”

“Si parla di 10mila euro – risponde indirettamente Melli – Mi pare una somma assolutamente affrontabile per una trasmissione che, come ho potuto constatare per territori vicini come Livigno e Bormio, rappresenta davvero una vetrina eccellente e di qualità. E allora io dico: metto per primo 500 euro. Davvero in provincia di Como non riusciamo a trovare 20 persone che fanno business con il turismo e scuciono 500 euro a testa per fare pubblicità al territorio? Io credo che esistano altri in grado di mettere una cifra del genere per un’opportunità simile”.

Disponibilità assolutamente reale, ma anche sana provocazione. “Certo. Ma dico anche che se qualcuno dovesse seguire l’esempio e alla fine fossimo in 19, per dire, una quota ulteriore potrei anche metterla”.

La trasmissione, in origine, sarebbe dovuta sbarcare a Como tra il 7 e l’11 maggio prossimi. Tempi strettissimi dunque. Ma, intanto, la sfida – e lo schiaffo – sono lanciati.

LEGGI ANCHE: Confesercenti: “Camera di Commercio promuova Como, non ripiani solo debiti di società”

redazionecomozero@gmail.com

  1. Domenico Benzoni

    Bravo Gianfranco!
    La miopia di certi personaggi comaschi e dintorni, se non procura visibilità ed interessi personali non interessa.

  2. luciana

    Condivido.
    (L’idea e snche il post.)
    Opto anch’io, per un crowfounding…. ragioniamoci su…
    Perdere l’occasione, sarebbe davvero assurdo 😉

  3. Franco

    Direi che 4 ristoranti interessati si possono ben trovare. A loro si potrebbe chiedere di coprire metà della cifra: sembra tanto, ma poi il ritorno mediatico – e di soldi – sarebbe soprattutto per loro, una pubblicità che avrebbe uno strascico per almeno 3 anni, anche 5 se ci sanno fare come comunicazione.
    E se aprissimo l’offerta anche a chi non è nel turismo? Una specie di crowdfunding, chi contribuisce con anche solo 100 euro, ottiene il diritto a un pranzo/cena per due gratis nei quattro ristoranti partecipanti. Più metti, più hai in cambio.

  4. Rumi

    non capisco cosa c’entra il contributo pubblico ad una televisione privata, con tanto di produzione che, dovrebbe assumersi il rischio di impresa! Ne capisco la ricaduta in termini di pubblicità per il territorio, ( si vedono solo i ristoranti e qualche pezzo di strada). penso che un giro di Lombardia sia più’ seguito di un programma di cucina su una TV e gli ascolti non sono minimamente paragonabili .

  5. Carlo C.

    Un putiferio scatenato probabilmente da chi non ha mai visto una sola puntata di 4 Ristoranti, non c’è praticamente mai stata in nessuna puntata (e ne ho viste veramente tante) promozione del territorio, ma solo dei ristoranti. Le inquadrature sono rivolte, come giustamente dovrebbe essere, esclusivamente ai ristoranti
    Quali benefici arriverebbero alla città da giustificare un contributo pubblico?

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