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“Guasti, assistenza, maleducazione: odissea bike sharing a Como”. Lo sfogo di un lettore

“Sono un triste fruitore del servizio di bike sharing comasco”.

Con queste parole ha esordito un lettore di ComoZero, residente in città, che ci ha affidato il suo sfogo chiedendo però riservatezza su nome e cognome sulle pagine del nostro giornale.

“Non appena è arrivato il servizio in città mi sono letteralmente fiondato ad acquistare tessera e abbonamento. Ero felicissimo. La nostra città, e in particolare il centro, non è particolarmente grande, anzi è perfetta per girare in bicicletta” scrive il lettore. Insomma, un convinto appassionato.

“Ho una stazione di BicinCittà proprio vicino a casa, in via Milano, e sarei comodissimo se non fosse che trovare una bicicletta funzionante è sempre un’odissea”.

E i disagi cui deve far fronte sono davvero molti. “Ricordo una volta in cui cercavo una bici in centro. Mi trovavo alla stazione di fianco al Comune e c’erano quattro mezzi: uno aveva una gomma bucata, un altro il freno rotto, a un altro non girava una ruota e l’ultimo aveva il sellino completamente mangiato – racconta il lettore – Più di una volta mi è capitato di prendere una bicicletta e accorgermi solo mentre stavo già viaggiando che i freni non funzionavano: non è stato piacevole per me che uso la bicicletta ogni qual volta ne ho l’occasione, immagino che per chi non è pratico potrebbe diventare pericoloso”.

E’ ovvio che non tutti questi problemi sono colpa dell’azienda che gestisce il servizio. “La maleducazione della gente influisce fin troppo però credo che vedere per due settimane la stessa bici con la catena caduta sia sintomo anche di scarsa manutenzione”.

Il lettore ci racconta anche della sua esperienza con l’assistenza clienti di BicinCittà.
“Poco tempo fa mi è stato addebitato un mese di utilizzo perché una bici che avevo utilizzato non si era riagganciata correttamente alla colonnina della stazione. Me ne sono accorto presto perché, non risultando riconsegnata la bici, non potevo noleggiarne altre. Così ho subito chiamato il numero verde ma non riuscivo mai a prendere la linea. Alla fine ce l’ho fatta e mi hanno stornato l’addebito ma per diverse settimane non ho potuto godere del servizio”.

Problemi simili anche con l’applicazione per smartphone. “Per mesi l’app non ha funzionato. All’inizio di aprile l’hanno aggiornata e ora finalmente sembra andare meglio”.

Un servizio che non aiuta i comaschi a muoversi in modo sostenibile in città ma neppure i turisti. “Impossibile contare quante volte ho visto visitatori che non sapevano come prendere la bici perché l’app non funzionava oppure il gancio non faceva staccare il mezzo dalla stazione. Non una bella presentazione per la nostra città”, ha commentato il nostro lettore.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem

  1. Pippo

    Servizio ridicolo perchè ridicolo e affrettatatamente è stato pensato dal Comune, portato avanti fino ad oggi senza nessuna idea e programmazione al riguardo.
    Da ciclista urbano quotidiano penso che Como debba fare molto per sostenere la mobilità dolce. Ben venga ospitare il Giro d’Italia e lanciare una serie di apprezzabili inziiative a latere però occorre fare di più. Piste cilabili non le voglio nominare in questo commento perchè apriremmo un annosso dibattito mai risolto qui in città.
    Quello che chiedo è Velostazioni serie (quella di Como Borghi può essere un buon punto di partenza) e diffuse, magari anche nelle altre stazioni ferroviarie (Como S.Giovanni in primis) e stalli per parcheggiare bici (non rastrelliere che non sono sicure e danneggiano i mezzi).
    Tornando al bike sharing, la cosa migliore secondo me sarebbe fare un bel bando per il servizio free-floating affidandosi a realtà come MoBike.
    Se vogliamo stare sul bike-sharing tradizionale abbiamo bisogno di maggior numero e capienza di stazioni, maggior numero di bici, un’app bella, snella e funzionante da cui si possa gestire tutto, …
    Di strada da fare ce n’è molta ma ahimè è tutta in salita.

    (Coinvolgere sponsor con eventuali spazi pubblicitari anche direttamente sulle bici non è una opzione da scartare)

    • giorgio

      Ma soprattutto, se vuoi renderla fruibile ai turisti e a chi è in città sporadicamente, va reso facile accedervi.

      Devo potermi iscrivere direttamente alla colonnina di ogni stazione: arrivo, inserisco la carta, mi bloccano un certo ammontare come garanzia e mi stampano la tessera (giornaliera, 3 giorni o settimanale) per usarla immediatamente.

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