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Hiroshima, Caldara tra prefetto e fascia tricolore: uomo-istituzione della nuova Lega

Assenti contemporaneamente il sindaco Mario Landriscina e il vicesindaco Alessandra Locatelli, è toccato all’assessore al Bilancio Adriano Caldara celebrare la ricorrenza del bombardamento atomico degli americani su Hiroshima al Monumento della Resistenza Europea, dove sono accolte anche le pietre della città giapponese devastata il 6 agosto 1945.

Non è stata affatto una presenza banale quella di Caldara, leghista doc ma mai come questa mattina, leghista doc del nuovo corso salviniano. Cioè quello lontanissimo dall’armamentario simbolico e verbale del partito del Nord già tinto di verde e ora divenuto un movimento nazionale e tricolore come forse nessun altro.

E infatti, Caldara ha letteralmente personificato la svolta statal-governativa della Lega in tutto e per tutto. Elegante abito sartoriale di un blu-Salvini schietto, niente cravatte verde-padania (anzi, niente cravatta proprio), nessun simbolo visibile di quelli storicamente nordisti.

Ma soprattutto, quella fascia tricolore calzata a pennello e a dire il vero con un certo percepibile orgoglio e la vigorosa stretta di mano al neoprefetto di Como, Ignazio Coccia – ricordate le battaglie per abolire le Prefetture? – hanno suggellato l’assessore-uomo-delle-istituzioni a tutto tondo.

Peraltro, Caldara risulta anche appassionato di storia e dunque la figura – nell’anomalia oggettiva di un assessore al Bilancio che rappresenta il Comune il 6 agosto – si è rivelata perfetta per il ricordo di un evento dalla portata eterna come il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki.

Breve ma non banale neppure il discorso di Caldara (davanti, purtroppo va detto, a un pubblico veramente scarsissimo).

Nel ricordare l’immensa tragedia giapponese, Caldara ha voluto citare anche un secondo episodio, questa volta tutto italiano. Ovvero il bombardamento di Milano del 7-8 agosto 1943.

Un evento drammatico e non come altri, poiché quello fu il primo attacco sulla città dopo la caduta di Benito Mussolini, il 25 luglio precedente. Le bombe furono sganciate dalla Raf inglese e i morti – come ha ricordato Caldara – furono 161.

“Riposate in pace, perché questo sbaglio non sarà ripetuto”, ha concluso l’assessore citando le parole scolpite sulla pietra del cenotafio di Hiroshima.

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