Attualità

Hotel Cernezzi: una cosina da (almeno) 55 milioni. Cosa c’è dietro la voglia di vendere il Comune

Una cosetta così. Di quelle che, stando bassi-bassi, porterebbe nelle casse della città quasi 56 milioni di euro.

Non solo Ticosa nel cuore dell’assessore all’Urbanistica Marco Butti e del suo fidatissimo dirigente, Giuseppe Ruffo. Qualche sera fa (durante l’assemblea annuale Ance) come ampiamente anticipato, e poi raccontato, da ComoZero.it il duo ha sganciato la mini-nuke.

Ticosa, ok della giunta alla bonifica. Sorpresona Butti-Landriscina al convegno Ance? 

Futuro Ticosa: Municipio, Santarella culturale, 1000 parcheggi. Hotel e negozi a Palazzo Cernezzi 

Confermata la volontà di spostare il Comune (quasi tutto) in Ticosa hanno rivelato il progetto: il maxi-deserto di via Grandi ospiterà inoltre mille parcheggi, hotel, negozi e riqualificherà la Santarella quale centro culturale.

Nulla di nuovo sotto il sole in senso assoluto (qualcuno ironizza parlando di un’estensione del cimitero chiedendosi cosa accadrà nei fine settimana, chiuse le attività amministrative) ma di fatto è il primo vero progetto dopo anni di nulla.

Peraltro uno studio interamente redatto dagli uffici e non appaltato a qualche sognatore di passaggio, segno di una chiara volontà politica dell’assessore che, ben sa, su questa partita si sta giocando un’intera carriera amministrativa.

Quindi? Quindi nella partita Ticosa cala il destino di Palazzo Cernezzi e dell’ex Stecav di viale Innocenzo. Il progetto è chiaro, entrambe le aree fanno parte di un unico ambito di intervento. In sostanza chi si dirà interessato a una dovrà, giocoforza, occuparsi anche dell’altra.

L’operazione sul fronte del Comune di Como riguarda solo la parte più recente della struttura, quella affacciata su via Bertinelli. Il compendio storico, Palazzo Cernezzi, non verrà toccato ovviamente e rimarrà sede istituzionale.

Consigli Comunali, attività di presidenza e simili dunque continueranno a essere ospitati nelle mura aristocratiche di via Vittorio Emanuele (non esclusa, vista l’abbondanza di spazi l’apertura di piccole aree museali e artistiche). In totale la parte alienabile, compreso il piano interrato, conta 5.700 metri quadrati.

L’ex Stecav, che ospita tra l’altro il comando della Polizia Locale, è una superficie territoriale di 5.525 metri quadrati.

Giocando un po’ – ma non troppo – coi numeri è possibile fare qualche conto. Stando (molto) al ribasso è possibile assegnare un valore medio di 6mila euro al metro per il Comune e 4mila per l’area della tangenziale.

Due moltiplicazioni e un’addizione finale portano una cifretta mica da poco: 55milioni e 950mila euro. Va ribadito: stando molto bassi.

Insomma il trasloco degli uffici rimpinguerebbe non poco la saccoccia pubblica dei comaschi.

Ancora una volta si è solo aperto il sacchetto magico dei sogni perduti? Presto per dirlo anche se tra Paratie, Politeama e Ticosa, appunto, che la sfiducia sia il sentimento di cui si nutrono i comaschi a colazione non è del tutto incomprensibile.

Certo è che stavolta l’amministrazione ci ha messo faccia e progetti scegliendo un evento pubblico, quindi c’è quantomeno la volontà di cui sopra e la voglia di scommettere.

Che succede adesso? Prima di tutto il progetto diventerà dibattito pubblico, quindi sarà tutta una questione politica. Dal punto di vista tecnico-amministrativo, in caso di via libera, ci vorrà un anno per arrivare alla procedura di alienazione.

La parte nuova del Comune vedrà riclassificata la destinazione d’uso in residenziale-commerciale-alberghiero (facile pensare che il nuovo proprietario abbatterà tutto). L’ex Stecav svolterà in direzionale-alberghiero-commerciale. Scelte ovvie, negli anni delle vacche grasse turistiche. Se questa amministrazione porterà a casa il risultato entrerà negli annali cittadini. Se.

  1. giorgio

    “Stando molto bassi, un valore medio di 6 mila euro al metro quadro”, considerando ogni buco, interrato incluso?
    Mi sembra ottimistica la valutazione..

  2. Luisa Corti

    Mah, fate i conti sulla carta e basta. Acquirenti per certi immobili non ce ne saranno mai.

  3. Comino

    6000 euro forse alla vendita finale. Il prezzo d’acquisto da bonificare sarà moooolto più basso, immagino. Propongo di fare un’asta e di vendere, prima di imbarcarsi nelle spese per il nuovo, come fa la gente normale con i PROPRI soldi.

  4. Libero

    Sembra di rivivere i facili entusiasmi della “legge Valtellina del 1990″di cui ancora oggi sul lungolago, sono ben evidenti le ferite…..

  5. Valeria

    Quindi vendendo il retrobottega del Comune vista ferrovia, ed un ex deposito di autobus vista tangenziale, si incassano più soldi che non da Villa Passalacqua o Villa Balbiano?
    Quando dovrò vender casa, la proporrò all’autore dell’articolo…

  6. Gigi P

    6000 euro per un immobile da abbattere? Tornino sul pianeta terra. E invece i costi per ricostruirlo in Ticosa sono ovviamente bassissimi? E se poi lo scopo era quello di riunire tutti gli Uffici Comunali sparsi nel territorio anche l’ala storica di Palazzo Cernezzi sarà venduta ed adibita ad Hotel/Centro Commerciale?

  7. Carlo B

    Quotazioni totalmente campate in aria
    Temo che in questo momento nessuno, ma proprio nessuno, offrirebbe più di 10/15 milioni di € per quella area/immobile
    Inoltre perché non iniziare a vendere i numerosi immobili, anche importanti, come evidenziato dal completissimo reportage pubblicato su Comozero, immobili vuoti, inutilizzati, e addirittura lasciati a marcire?

  8. periferico

    mi sfugge il senso di tenere uffici di rappresentanza a palazzo cernezzi ed ipotizzare di spostare gli uffici operativi / amministrativi in ticosa. avrebbe più senso ricostruire o rinnovare sempre ad uso comune la parte moderna e poi garantire un’adeguata nmanutenzione…. meglio non commentare invece i render del progetto, con una “splendida” piazza racchiusa tra cimitero e nuova viabilità sottostante, a bere un bell’aperitivo appoggiati ad un parapetto con vista tangenziale. e poi chissà che vita alla chiusura degli uffici. Certamente trovo corretta la volontà di trovare un uso pubblico, vicino c’è l’università, si potrebbe pensare a quegli spazi che attualmente mancano. poi servirebbe pensare un adeguato accesso pedonale e veicolare al cimitero monumentale, trovare spazio per i parcheggi e verde e perchè non uno spazio polifunzionale attrezzato anche per eventi come la festa del patrono san’t Abbondio?

    • giorgio

      Penso che il senso sia di spostare in una zona più facilmente accessibile gli uffici che hanno rapporti col pubblico e mantenere in un palazzo storico, in una sede più prestigiosa, la rappresentanza e l’aula del consiglio.

      Può avere un senso anche perché l’attuale parte “nuova” del Comune in realtà fa schifo, quindi ben venga se si riesce a disfarsene.

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