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Mercanti abusivi al “tempio” Confcommercio, il megadirettore Monetti sbotta

Ce ne voleva davvero tanto. Perché lui, dirigente tanto potente quanto discreto, difficilmente prende la scena pubblica con la vis polemica. Più facile si ponga senza mai dare troppo nell’occhio con i suoi abiti sartoriali, il tono flautato e la buona maniera. Eppure, alla fine – delicatamente, senza dare troppo nell’occhio – ieri è sbottato.

Lui è Graziano Monetti, (mega)direttore di Confcommercio Como, sede nella centralissima via Ballarini 12. E quando mancava un minuto alle 15 si è imbattuto “nell’affronto”. Descrito via Twitter così: “Ora sotto la sede della @Confcommercioco in tre extracomunitari con ombrelli pronti da vendere ai passanti in vista dell’imminente temporale in barba ai commercianti regolari #abusivismo #insicurezza #mancanzacontrolli #caosgoverno #poveraitalia”.

Beffa suprema, in effetti, alle soglie del “tempio” del commercio comasco. E, nei fatti anche se in assenza di parole esplicite, messaggio che indirettamente punta diritto anche a un altro palazzo vicino, il Comune.

Dove, dopo le facce feroci dello scorso dicembre con la famosa (o famigerata che dir si voglia) ordinanza a tempo contro accattonaggio e venditori abusivi, con tanto di blitz, multe e autogol (le colazioni negate ai senzatetto sotto San Francesco), si è perso nei meandri più oscuri l’atteso nuovo regolamento della polizia locale, invocato peraltro anche da Confesercenti, operatori dei vari mercati, gruppi politici e singoli.

Ma niente, le una-nessuna-centomila bozze del documento sono evaporate, mai giunte al momento dell’approvazione. Intanto il dibattito generale sulla sicurezza in città ribolle e qualche partito – segnatamente Fratelli d’Italia – chiede a gran voce una Commissione speciale sulla materia in assenza di un assessore dedicato (la delega è nelle mani del sindaco).

Eppur non si muove, viene da dire.

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