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Il centrosinistra torna in piazza unito. Humor Locatelli: “Fa piacere che esistano ancora”

È stata un giornata di gazebo, volantini e politica dal basso, di strada, a Como. Una giornata che alcuni potrebbero vedere come la prova che la campagna elettorale continua indisturbata, a giudicare dal numero di personalità politiche di spicco avvistate in città, nel raggio di qualche centinaio di metri.

Sono appena passate le dieci e trenta, quando i primi militanti e simpatizzanti delle Lega scandagliano via Boldoni distribuendo volantini blu con il volto di Matteo Salvini. Sotto il gazebo bianco, l’immancabile rosa delle alpi e qualche gadget. Le bandiere “Salvini Premier” sono già in bella vista, mosse lentamente dal vento freddo.“Chiamiamo Alessandra, un secondo”, un militante ribatte subito.

Alessandra Locatelli, assessore ai Servizi Sociali, vicesindaco di Como.

Alessandra Locatelli, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Como e vicesindaco, nonché deputata, arriva da Piazza Duomo, abbozzando una cortese scusa. “Ero in piazza a volantinare e mi sono fermata a parlare con alcune persone. Oggi è un’occasione di incontro con le persone e con i nostri militanti che non fanno altro che dirci di andare avanti – spiega la parlamentare – in pochi mesi abbiamo ottenuto dei risultati inimmaginabili, specialmente per le amministrazioni locali per cui ci sono nuovi strumenti”.

“Qui a Como, nello specifico, ci sentivamo senza possibilità – aggiunge il vicesindaco – C’è stata l’invasione della Stazione San Giovanni. I minori non accompagnati pesavano enormemente sui servizi sociali e sul bilancio. Occorreva dare un’impronta diversa a una città in cui non possono arrivare tutti. Il Decreto Sicurezza ci ha dato le espulsioni, il daspo o i sequestri di merce e denaro per i venditori o i parcheggiatori abusivi che ci hanno permesso di raggiungere dei risultati concreti. Ma c’è ancora tanto da fare come migliorare il sistema di telecamere a circuito chiuso e risolvere i problemi di Via Milano o Via Anzani”.

E il gazebo del PD a pochi metri di distanza? Chiediamo. “Mi fa piacere che ci siano ancora – dice l’onorevole leghista, scherzando – in ogni caso sono passata a salutare”.
Se la Lega sostiene il Decreto Sicurezza di sua stessa ideazione, Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico, spiega perché sia importante per i Dem tornare a mostrare la faccia per strada.

“Siamo qui per manifestare il nostro dissenso nei confronti di una finanziaria estremamente pericolosa e per elaborare la nostra controproposta – spiega Legnani, accennando ai militanti leghisti poco più in là – è il caso anche di parlare del decreto legge che invece di creare condizioni di sicurezza non fa altro che creare più casi di clandestinità, mettendo per strada persone che hanno già iniziato il loro percorso di accoglienza in nome di alcune sparate ideologiche”.

Tommaso Legnani, Segretario cittadino PD

Un altro gazebo è stato montato in Largo Miglio, davanti a Porta Torre. Quasi ironicamente, una coalizione di forze di centro-sinistra, pertendo dal PD fino a esponenti locali di +Europa, passando per Svolta Civica e Socialisti Italiani, si è data appuntamento in un luogo intitolato al padre del pensiero federalista della Lega Nord.

Federico Broggi e Angelo Orsenigo, rispettivamente Segretario Provinciale e Consigliere Regionale del Partito Democratico.

Claudio Cattaneo prova a scaldarsi, all’ombra della torre, passeggiando avanti e indietro. Dal borsello che tiene a tracolla sporge una copia di “Socialismo, Democrazia e Rivoluzione” di Rosa Luxemburg, teorica del pensiero marxista di scuola tedesca.

“Siamo contro una finanziaria di un governo inconsapevole. Siamo vicini a un crack dell’economia e abbiamo qualcuno che ci dice che ci potrebbe essere un nuovo boom economico – dice Claudio, che si dice socialista rivoluzionario e non riformista, commentando le recenti affermazioni del Vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio sulla bontà della legge di bilancio – è psichiatria, non più economia”.
Poco più in là, Enrico Conti, anche lui socialista, regge una bandiera del partito. “Io sono qui per le pensioni e per i giovani, due cose che la manovra non tutela affatto – spiega l’uomo, ormai anziano, aggiungendo con nostalgia – quando a Como c’erano i socialisti le cose andavano meglio”.  

Prima che cominci la conferenza stampa, intercettiamo Federico Broggi, segretario provinciale del PD per capire motivo e dinamiche di riunire diverse forze politiche in un unico presidio anti-governativo. “Vogliamo iniziare un percorso insieme e mostrare che a Como l’opposizione c’è – spiega – vogliamo parlare della comunanza di valori che ci lega e che è più forte del collante dell’attuale coalizione di governo. Oggi è giorno di contestazione, domani sarà giorno di proposte”. C’è una conferenza stampa prevista per le 11.30. In cerchio, Federico Broggi, Angelo Orsenigo, consigliere regionale Dem, la deputata PD Chiara Braga, Luca Monti, presidente di +Europa Gruppo Lario Como-Lecco, Bruno Magatti (Civitas), Emilio Russo (Mdp-Articolo 1) e Vittorio Nessi (Svolta Civica) si pronunciano in un giro di interventi, di cui pubblichiamo un video qui sotto, partendo dalla lettura del comunicato sottoscritto da tutte le realtà presenti e dal titolo “Insieme, da Como per una provincia, un’Italia e un’Europa democratiche e solidali.


Sono tanti i temi trattati, dalla legge di bilancio al Decreto sicurezza, fino alla legge sulla legittima difesa, affrontata con tono critico da Chiara Braga: “Stanno arrivando delle leggi dalla portata ideologica pericolosissima, la legge sulla legittima difesa verrà discussa la prossima settimana. Qui serve un’opposizione dentro alle istituzioni. Non possiamo lasciare che la forza e la sopraffazione vengano sdoganate e diventino gli strumenti per costruire sicurezza.”

E parlando proprio di sicurezza, quando il presidio dell’opposizione si scioglie, al gazebo della Lega è apparsa un’altra eminenza dello stato maggiore salviniano, Nicola Molteni, sottosegretario all’interno, venuto a dar man forte ai militanti leghisti, ormai una ventina, che continuano a volantinare.

“Siamo qui per rivendicare la bontà e l’orgoglio del decreto sicurezza e immigrazione. Noi pensiamo alla sicurezza dei cittadini comaschi” spiega Molteni, che riserva un tono meno conciliante all’opposizione, rispetto a Locatelli, a Como e in tante altre piazze italiane, confermando che la campagna elettorale no, non finisce mai: “Noi lavoriamo perché Como e i comaschi siano più sicuri. Gli altri chiedono più diritti per i migranti e difendono le ONG”.

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