Attualità

Il Comune ha perso e John ha vinto. Il Decreto Sicurezza non c’entra: avrà la sua Carta di Identità

John ha vinto, palazzo Cernezzi ha perso.

Un altro pit-stop in attesa di nuovi capitoli giudiziari? “La vicenda per ora si può ritenere conclusa”, spiega il legale, Antonio Lamarucciola (che peraltro è presidente dell’Osservatorio sui diritti dei migranti di Como).

Raccontiamo da tempo la storia di John (noterella utile a chi ha ripreso il nome ritenendo fosse quello reale: lo abbiamo inventato su queste pagine, a tutela legittima, come spesso avviene, dell’interessato).

L’uomo, extracomunitario, è stato il primo richiedente asilo di Como (grazie alle sentenze precedenti di Firenze e Bologna) a ottenere il diritto all’iscrizione anagrafica.

Così, almeno, secondo un giudice del tribunale cittadino. Insomma, decisione di un qualche peso.

Altra cosa la posizione del Comune.

Riassumiamo per tappe necessarie:

1 – John vince la sua battaglia: è il primo richiedente asilo iscritto all’anagrafe di Como. Nonostante Salvini

2 – John vince in Tribunale, ma l’Anagrafe rinvia l’iscrizione. L’avvocato: “Così rischia il lavoro”

3 – Un incubo burocratico (e politico?), John è ancora senza Carta di Identità. Fanetti: “Una porcata”

4 – John, senza Carta di Identità e senza lavoro. E’ braccio di ferro, Lamarucciola: “Accanimento”

5 – Carta di Identità, John vince ancora (ma solo per ora). Domani iscrizione in Anagrafe, l’8 agosto nuova udienza

E’ stato un cortocircuito politico-giuridico, kafkiano. L’uomo, residente da oltre otto anni nel comune di Como secondo la giustizia avrebbe tutti i crismi per ottenere la Carta di Identità, che significa iscrizione all’anagrafe, passaggio necessario per vedere, tra le altre cose, registrata la patente: documento necessario per il suo lavoro.

Come abbiamo ampiamente raccontato (qui tutte le tappe), John ha ottenuto decisione favorevole dal tribunale di Como che ha imposto al Comune (fino a quel momento recalcitrante) di iscriverlo all’Anagrafe cittadina.

Una battaglia legale condotta da Lamarucciola che ha ottenuto ragione davanti al giudice Agostino Abate.

Antonio Lamarucciola

Il togato, tra le molte osservazioni, nel dispositivo finale ha osservato come “il diniego del Comune sta esponendo il richiedente a un grave danno”.

Pareva tutto fatto. Invece no.

Dopo la decisione (l’amministrazione avrebbe dovuto consegnare la Carta di Identità a John “entro 15 giorni”), il Comune si è opposto non concedendo l’iscrizione.

Così Palazzo Cernezzi ha presentato reclamo e istanza di sospensiva “fondata esclusivamente sul presunto contrasto fra l’ordinanza emessa a favore di John – evidenziava qualche tempo fa Lamarucciola – e quella che ha invece respinto il ricorso di un’altra persona richiedente asilo”.

In pratica, il Comune riteneva che il “grave danno” stesse nell’incertezza interpretativa creata dai due diversi provvedimenti (uno appunto accolto e l’altro viceversa respinto). In sostanza, era la tesi dell’amministrazione si sarebbe creato “il rischio di una discriminazione fra i richiedenti asilo che si rivolgono all’anagrafe, dimenticando che il giudice non ha accolto il secondo ricorso solo per assenza del requisito del periculum in mora e non per assenza del diritto all’iscrizione”.

Comunque sia, il 30 luglio il Tribunale non ha concesso alcuna sospensiva del provvedimento e ha fissato la discussione del merito del reclamo in un’udienza fiddata per l’8 agosto.

Oggi, pare, è arrivata la parola fine, come ci racconta Lamarucciola: “Il Tribunale ha definitivamente respinto il reclamo del comune di Como avverso l’ordinanza che imponeva l’iscrizione anagrafica del mio assistito “John”. Il collegio che si era riservato la decisione dopo l’udienza del 8 agosto, ha emesso ieri l’ordinanza (comunicata oggi) con la quale respinge le tesi difensive del Comune e ribadisce che il Decreto Sicurezza di fatto non esclude, non vieta l’iscrizione all’Anagrafe dei richiedenti asilo se sussistono i presupposti previsti dalla normativa che regola le iscrizioni anagrafiche (regolarità sul territorio, dimora abituale, intenzione di rimanere nel territorio). Con il respingimento del reclamo e l’avvenuta iscrizione di “John” la vicenda per ora si può ritenere conclusa”.

Fine.

  1. giorgio

    Rendersi ridicoli pensando di passare per forti: fatto!

  2. Alessandro

    L’iscrizione all’anagrafe è un procedimento burocratico nel rispetto di requisiti, es lavoro e/o reddito e/o domicilio, in mancanza non si deve iscrivere e basta.
    QUANTE BALLE!
    Ndr ….. ho la moglie africana se qualcuno pensa al razzista!

  3. Non capisco. Se i giudici emettono sentenze fregandosene delle leggi legittime, allora cosa ci sta a fare il parlamento ?

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