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Incendio al canile, danni enormi. Marelli: “Io posso vivere sotto un ponte. Ma aiutate i cani”

“Noi, io, possiamo vivere anche sotto un ponte. Ma loro vanno salvati, subito”. La commozione sale forte e incrina per qualche secondo la voce di Marco Marelli, responsabile comasco dell’Enpa. E’ stato lui, nel cuore della notte scorsa, ad affrontare le fiamme che divoravano un’intera ala del parco canile della Valbasca (qui il primo resoconto).

Oggi le macerie fumanti sono lì, il cuore è a pezzi e c’è un futuro ricco di incognite da affrontare.
Quattro cani sono morti tra fumo e fiamme, gli altri sono stati strappati al rogo dai volontari e dai vigili del fuoco che hanno domato il mostro. Molti, però, sono ancora intossicati dal fumo.

“Le medicine farebbero comodo, se qualcuno volesse darci ancora una mano – dice Marelli – Cortisone, farmaci per contrastare gli effetti delle intossicazioni, quelli sarebbero utili”.

La macchina della solidarietà è in moto: associazioni, consorzi, imprese, farmacisti hanno già contattato la struttura per aiutare nei limiti del possibile. Ma non basta: più che materiali o oggetti, sono i fondi per la ricostruzione che servono davvero.

“In tanti ci stanno aiutando, vedere tanto affetto è commovente – aggiunge Marelli con le parole incrinate dalla gratitudine – Qualche cane è già stato affidato, ma qui ne restano tanti e servono stalli alternativi. La parte del canile che è bruciata è irrecuperabile, dovremo demolirla e ricostruire tutto, dalle parti in muratura a tutti gli impianti. Non sarà facile”.

Costò 200mila euro la realizzazione del nuovo canile, pochi anni fa. Una cifra che fa spavento. Per aiutare l’Enpa e i volontari a trovare i fondi necessari si può fare una donazione al parco canile tramite il codice iban IT 42 A 05216 10900 000000099587

“Mi affido alla generosità di chi ci è vicino – sottolinea Marelli – La speranza è che in tanti possano donarci 5-10 euro a testa. Bastano cifre piccole, ma se in molti daranno un contributo, alla fine il risultato potrà essere grande e potremo partire subito con i lavori. Potremo salvare i cani”.

Cani che, per l’emergenza, sono stati spostati in un capannone. Già tanto, dopo la notte di fuoco appena trascorsa. Ma, ovviamente, una soluzione che può essere soltanto temporanea.

“Dobbiamo trovare una soluzione in tempi rapidi – conferma Marelli – Non per noi volontari, possiamo dormire anche sotto un ponte noi. Ma i cani non possono stare lì a lungo, divisi ma comunque inevitabilmente ammassati per le dimensioni degli spazi, con questo caldo maledetto che non allenta la presa. E speriamo che la gente non ne abbandoni altri, sarebbe un dramma”.

Inevitabile l’appello finale.

“Ecco, io invito chiunque voglia darci una mano a venire qui. Passate dal canile, venite a trovare i cani. Aiutate loro, prima di tutto”.

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