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La coperta è corta: San Francesco, storie di vite al gelo (e stasera apre Emergenza Freddo)

Il pezzo che state per leggere è pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

Ci siamo. Questa sera apre il centro Emergenza Freddo, finalmente una coperta calda scenderà su chi dorme sotto il portico di San Francesco. E, cosa non secondaria, farà sparire dalla nostra vista lo scandalo di uomini rannicchiati per terra (sotto le coperte distribuite dai volontari di ComoAccoglie) facendoci sentire tutti più buoni.

Foto Pozzoni

Coperta tardiva, inutile negarlo, perché il freddo di queste notti, a dispetto del nome dato alla soluzione, non è un’emergenza, non è una tormenta di neve che ha colto tutti impreparati. Perché è normale che a Como faccia freddo molto prima di dicembre. Già da un bel po’, nelle nostre case coibentate e termoregolate, abbiamo tirato fuori la trapunta.

Foto Pozzoni

Ma per capire come si dorme sotto il portico non basta guardare quei fagotti sdraiati per terra dai finestrini della macchina o leggere qualche articolo seduti sul divano. E’ opportuno avvicinarsi piano, osservare i volti e sentire le voci per comprendere che, no, non dormi per terra su un materassino da yoga, appoggiato alla schiena di uno sconosciuto per scaldarti, se non sei più che disperato, se non hai davvero nessun’altra alternativa.

Foto Pozzoni

Non è buonismo da liquidare con il solito (facile) portateveli a casa vostra. Perché, piaccia o no, sono già a casa nostra e a molti di loro (la maggior parte) abbiamo dato noi il permesso perché restassero. Così, fino a oggi, li abbiamo lasciati dormire in cortile perché, sulla carta (ma non sul termometro), non era ancora emergenza freddo.

Ph Carlo Pozzoni

Se ti avvicini, può capitarti di parlare con S. Scappato dal Pakistan lasciandosi alle spalle debiti, minacce di morte, una moglie (“Non sa che ho studiato chitarra. Se mi fai un video mentre suono glielo mando”) e una figlia piccola. “Mi mancano così tanto, ma dove le porto? Prima stavo da un amico – racconta – e suonavo in centro per pagare l’affitto. Ma i soldi bastavano solo per mangiare, così ora sto qui. La settimana scorsa ho avuto la febbre per cinque giorni, ho dormito per terra. E’ stato tremendo. Non c’è neanche un bagno, di notte dobbiamo usare i cespugli. All’alba arrivano per pulire, dobbiamo sloggiare anche se piove, fa freddo o non stiamo bene”. Andrai al centro Emergenza Freddo? “Si. Magari dormirò anche più tranquillo. L’altra notte siamo stati derubati da un ragazzo ubriaco. Mi ha messo un piede sulla bocca. Per fortuna non avevo con me la chitarra”.

Ph Pozzoni

“Anche io andrò nel nuovo centro”, dice W., arrivato dall’Afghanistan quattro anni fa, a Como da due mesi dopo un corso da saldatore. “Qui di notte si gela, c’è gente nervosa che non ha un lavoro e beve”.

Ph Carlo Pozzoni

Cominci a trovarselo anche lui, un lavoro, starà pensando qualcuno. “Mi faccio la doccia una volta la settimana, pw ho i vestiti sporchi, mi guardano male – spiega, e non perde il sorriso – come faccio a cercarmi un lavoro? Se mi chiedono dove vivo cosa dico? Sotto il portico di San Francesco?”
Ma tranquilli, per fortuna ora apre l’Emergenza Freddo e per qualche mese potremo far finta che vada tutto bene. La coperta calda avvolgerà chi dorme per strada e metterà a tacere coscienze e polemiche. Fino a primavera. Ovviamente sperando che non sia una coperta troppo corta, come è già successo in altre occasioni, e che ci sia posto per tutti.
Lì, al caldo.

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